Roma, 21 apr – In Austria c’è nostalgia di Adolf Hitler. È questo il sorprendente responso di un sondaggio dell’istituto Sora e di un’associazione per lo studio della storia contemporanea di Vienna, che mostra come il rapporto dei cittadini austriaci con il proprio passato abbia risentito solo in parte della pesante denazificazione. Il 23% degli austriaci (quasi un cittadino su quattro) desidera infatti un nuovo Führer, che non debba fare i conti col Parlamento o con le elezioni. Il 43% degli intervistati si augura un “uomo forte” alla guida del paese (nel 2007 erano il 41%). Il 23%, come detto, desidera invece un nuovo Führer, incluso un cambiamento di sistema (dieci anni fa erano il 14%).

Il 32% si dice soddisfatto del funzionamento della democrazia (mentre nel 2007 erano il 44%). Il 31% è convinto che il nazismo abbia avuto anche dei lati positivi per l’Austria. Del resto si ricorderà che, in Germania, nel 2016, sono state vendute ben 85mila copie del Mein Kampf. Il che se non altro denota una curiosità rispetto a un’epoca di cui si è parlato solo all’insegna di una demonizzazione totale e senza sconti. Non sappiamo cosa questi dati ci dicano sul nazionalsocialismo, sappiamo però cosa ci dicono sullo stato di salute delle democrazie liberali, il cui fallimento è talmente pesante da indurre i cittadini a rivalutare persino le esperienze storiche che vantano una così ampia pubblicità negativa.

Roberto Derta

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