Roma, 12 ott – Cristoforo Colombo era un assassino, torturatore e schiavista. E per inciso Colombo è “tale quale a Totò Riina”. Parola di Jacopo Fo, quello che trovava assolutamente doveroso e utile fare ironia sulla morte dei fratelli Mattei nel rogo di Primavalle. Basterebbero queste due frasi per chiudere la questione, però per una volta tanto mettiamola sul serio. Fo in un articolo su Il Fatto Quotidiano condanna tanto chi vuole distruggere le statue del navigatore italiano tanto quando l’italico vizio di vederci sempre come gli “italiani brava gente” mentre non condanniamo i terribili crimini dei nostri antenati. Oggetto dei suoi 15 minuti di odio quotidiano è appunto Cristoforo Colombo, di cui fa un elenco delle malefatte e come fonte per l’approfondimento propone il “[…] video del processo a Colombo tenutosi presso la Libera Università di Alcatraz, con Mario Pirovano nel ruolo dell’avvocato difensore e Jacopo Fo a sostenere l’accusa […]”.

Ma cos’è la Libera Università di Alcatraz? Un importante istituto storico americano? Ma non scherziamo, è il villaggio turistico (per una doppia sono 110€ per persona se qualcuno è interessato) di proprietà dello stesso Jacopo Fo. E chi sarebbe Mario Pirovano? Un luminare della storia americana pre-colombiana? Ma assolutamente no, è un attore, collaboratore storico di Dario Fo, il padre di Jacopo. Potremmo anche in questo caso fermarci qui, perché usare uno spettacolo teatrale (il proprio tra l’altro) come fonte di approfondimento storico rende il tutto di una fragilità impressionante oltre a essere totalmente auto-celebrativo. Ma anche qui andiamo avanti. Facciamo finta che davvero stiamo prendendo per buono tutto questo.
Fo decide sempre nell’articolo che la contestualizzazione dei fatti non vale. Scrive infatti il nostro: “Fa orrore al senso di giustizia sentire i campioni della disinformazione difendere un tale criminale dicendo:erano i tempi antichi, così facevan tutti; come se allora la sensibilità umana e il rispetto non potessero esistere […]”

Contestualizzare i fatti storici però è fondamentale per un approfondimento storico, diversamente i fenomeni sono incomprensibili. Soprattutto se la de-contestualizzazione la si fa a macchia di leopardo. Se Fo descrive le missioni di Colombo come una carneficina senza paragoni (e paragoni in quel periodo storico se ne potrebbero fare a tonnellate) sorvola sul fatto che l’America pre Colombiana non fosse esattamente il paradiso in terra e che molti dei difensori dei diritti dei Nativi che cita come figure da mettere in contrapposizione all’ammiraglio non fossero altro che la prima linea di quello che poi è passato alla storia come il mito (razzista, ndr) del buon selvaggio.

Se davvero la contestualizzazione non vale e chiunque abbia infranto l’attuale morale va condannato alla damnatio memoriae allora facciamolo per intero, perché limitarsi solo a Colombo? Rimuoviamo dai libri di storia tutti gli aggettivi positivi riguardo i popoli antichi e trasformiamo tutto in un racconto splatter, radiamo al suolo tutte le opere dell’Antico Egitto erette con il sudore degli schiavi, trasformiamo il Colosseo in un luogo di culto (rigorosamente interreligioso) e vietiamo per legge il possesso di fotografie dei nostri trisnonni, sia mai che abbiano mollato qualche ceffone di troppo ai figli. I nostri figli vivranno in un eterno presente senza memoria storica (se non una versione vintage di Mad Max) ma se l’alternativa è farsi processare dai pronipoti di Dario Fo meglio così.

Stefano Francavilla

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4 Commenti

  1. io mi sono fermato al “bella zio OPS ciao” intonato ai funerali di Dario Fo già Parà VOLONTARIO della Repubblica Sociale Italiana,inquadrato nel Battaglione Azzurro di Tradate…
    dopo quello con le boiate stiamo a posto per sempre-

  2. il figlio di uno che prima ha aderito alla rsi e poi vista la piega storta passo ai partigiani red dicendo che aveva aderito per contrastare dall ‘interno ……ma va a fare il digiuno a staffetta …….per lo ius “sola”

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