Roma, 12 ott – Un “reato di solidarietà”, così lo chiamano Ong e Arci, non può essere considerato un reato. E’ questo il senso, che neanche in una parodia kafkiana sarebbe contemplabile, della Carta di Milano, un documento presentato il 20 maggio 2017 durante la manifestazione pro migranti “Insieme senza muri” da una serie di associazioni e organizzazioni umanitarie, tra cui appunto l‘Arci, Amnesty International e Medici senza frontiere. Oggi quel documento, già di per sé grottesco, si arricchisce di un nuovo strumento: l’Osservatorio sulla criminalizzazione della società civile. Il solito nome di stampo vetero terzomondista che indica il tutto e al contempo il niente, fuffa insomma.

Peccato che poi nel contenuto sia decisamente più significativo e preoccupante, perché punta a legittimare qualunque azione di cosiddetta “disobbedienza civile” compiuta a vantaggio di migranti e rifugiati, considerata dalla legge italiana un atto di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare. Certo, perché ovviamente di questo si parla, di azioni illegali perseguibili penalmente. Eppure no, per i buoni samaritani di tutto il Mediterraneo uniti, il loro modus operandi non deve essere considerato criminalizzabile. Perché loro le leggi se le fanno da soli e nessuno provi a contraddirli, pena essere relegati nell’emisfero boreale dei malvagi aguzzini dei poveri immigrati.

Obiettivo di questo inappuntabile Osservatorio è impedire che le attività delle Ong nel salvataggio in mare, finite negli ultimi mesi nel mirino della magistratura, vengano di fatto considerate per quello che, stando sempre alla legge italiana, sono realmente: dei crimini appunto. I promotori dell’Osservatorio vogliono, a loro dire, tutelare l’onorabilità, la libertà e i diritti della società civile in tutte le sue espressioni umanitarie. Certamente, perché violare una legge significa tutelare i diritti della società civile. Il vizio poi di parlare a nome di tutti: la società civile. “Ci proponiamo di dare sostegno legale, individuando pratiche di auto-aiuto, a chi viene colpito da provvedimenti vessatori, infamanti e discriminatori, e di articolare una contro-narrativa mediatica che mostri quanto di straordinario producono le Ong e i cittadini solidali, spesso riparando alle mancanze, quando non agli abusi, delle istituzioni” sottolineano i promotori. In pratica un vero e proprio j’accuse allo Stato, messo in discussione perché secondo loro non è abbastanza come loro.

Ma il delirio non finisce qua. “Siamo testimoni di un passaggio di soglia di portata storica, in cui ci è dato vedere quanto sia fragile la tenuta dello stato di diritto – dichiarano dall’Osservatorio – a chi cerca di attraversare una frontiera, per ricongiungersi alla famiglia o cercare una possibilità di esistenza, non è concesso dare aiuto cibo, informazioni, un passaggio in macchina pena l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e la violazione di ordinanze che non molto tempo fa sarebbero apparse intollerabili alla grande maggioranza degli italiani”. Capito? Loro sono i testimoni dello stato di diritto che intendono di fatto violare per riscrivere a loro piacimento, perché altrimenti vengono considerati dalla maggioranza degli italiani dei criminali che favoriscono l’immigrazione clandestina, quando invece dovrebbero essere adorati come dei santi. Fraus legis facta, e non osate contraddire i buoni.

Eugenio Palazzini

Commenti

commenti

5 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here