Brasilia, 5 dic – Da quanto riferiscono i media brasiliani, la giustizia verdeoro impone il braccialetto elettronico a Cesare Battisti, il terrorista rosso già membro dei Pac, i Proletari Armati per il Comunismo che in Italia stato condannato all’ergastolo per quattro omicidi commessi negli Anni di Piombo. Il provvedimento del braccialetto elettronico è una misura messa in atto nell’ambito del procedimento che lo vede accusato di evasione fiscale. A quanto sembra i brasiliani, che tanto amano Battisti, temono che il terrorista fugga.

Il processo a suo carico, infatti, sta vivendo una fase di stallo e i giudici non si sono ancora pronunciati sulla data di una nuova udienza dopo che lo scorso 24 ottobre la Corte Suprema non si è pronunciata sull’habeas corpus invocato dai legali di Battisti, per un difetto di procedura dell’ultimo minuito. Le cose, quindi si prospetta andranno per le lunghe e il Brasile preferisce assicurarsi che Battisti non scappi.

Sempre il 24 ottobre, quando la Sorte Suprema decise di non decidere, a Battisti venne imposto l’obbligo di presentarsi regolarmente davanti alla giustizia e il divieto di lasciare la sua città di residenza. Oltre a queste norme venne deciso che indossasse il braccialetto elettronico, ma pare che al momento non ce ne fossero a disposizione e solo ieri la giustizia brasiliana ha convocato il terrorista per la sua applicazione.

In parallelo all’esempio lampante di giustizia lumaca si allontana anche la possibilità dell’estradizione, più volte invocata dall’Italia. La prima volta nel 1991, quando Battisti venne arrestato in Francia. E poi nel 2007 quando il terrorista divenuto nel scrittore e latitante (riuscendo a evitare l’estradizione) venne arrestato in Brasile, ottenendo in seguito lo status di rifugiato dall’ex presidente Lula. Poi la svolta, almeno sperata, nei mesi scorsi, quando l’attuale presidente brasiliano Temer gli ha revocato la protezione internazionale. Ciononostante, però, Battisti l’ha sempre fatta franca, beffando la giustizia italiana.

Anna Pedri

 

Commenti

commenti

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here