Roma, 14 ago – La Serie A 2017/18 sarà il primo campionato italiano in cui gli arbitri saranno affiancati dal Var (Video Assistant Referee), la moviola in campo introdotta dalla Fifa già nei mesi scorsi in alcune competizioni internazionali. Una novità potenzialmente rivoluzionaria, ma che sta dando già adito a diverse polemiche. Ne sa qualcosa Ricardo Kakà, vecchia conoscenza del campionato italiano, ora in esilio dorato nel calcio statunitense. Il brasiliano si è da sempre contraddistinto per una condotta estremamente corretta, dentro e fuori dal campo, eppure recentemente espulso per condotta violenta. Cosa è accaduto? Semplicemente che l’ex milanista stesse scherzando con l’ex compagno di squadra Aurelian Collin nel finale di una sfida di Mls fra New York Red Bulls e Orlando City.

Nei minuti di recupero, durante una discussione accesa fra i calciatori delle due squadre, Kakà mette le mani sulla bocca, in modo scherzoso, a Collin, suo ex compagno a Orlando e oggi ai Red Bulls. I due sorridono, la natura scherzosa del gesto è chiara a entrambi, così come agli spettatori che assistono alla scena. Ma l’arbitro Jorge Gonzalez, posizionato dietro al Var, decide di espellere l’ex milanista per condotta violenta. Insomma, il sistema va decisamente messo a punto.

Ma di cosa si tratta, di preciso? Il Var è un sistema di supporto all’arbitro mediante l’impiego di televisori, sotto la supervisione di due assistenti. Lo strumento serve per correggere decisioni chiaramente sbagliate o segnalare episodi gravi o importanti sfuggiti all’occhio dell’arbitro. Sarà applicabile solo a goal, rigori, espulsioni e scambi di identità. Il ricorso al Var potrà avvenire sia in caso di richiesta diretta da parte dell’arbitro, sia su segnalazione da parte degli assistenti qualora sia stata presa una decisione chiaramente sbagliata. Ma che succede se, come nel caso di Kakà, la decisione sbagliata arriva proprio dal Var?

Giuliano Lebelli

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