Roma, 12 gen – Una condanna a due anni per peculato. Così la III sezione della Corte d’appello penale si è espressa sull’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, relativamente allo scandalo sugli scontrini. “Responsabilità inesistente”, tuona la difesa dell’ex primo cittadino che aggiunge: “Si ha l’impressione, leggendo l’atto di appello, che la procura consideri il sindaco della Capitale d’Italia, una sorta di burocrate che lavora a tempo per cene tutto sommato di poco conto. Marino è riuscito a far guadagnare alla Capitale somme ben superiori alle modeste spese di rappresentanza sostenute”.

Il fascicolo a carico di Ignazio Marino era stato aperto nel 2015 dalla Procura in seguito alla bufera nata in seguito alle note spese del sindaco sostenute con la carta di credito del Campidoglio e messe on line dalla stessa amministrazione per il principio della trasparenza. Ma qualcosa non tornava: tra le voci di spesa c’erano infatti 54 cene private, avvenute nei weekend o nei giorni di festa e consumate spesso nel ristorante sotto casa, spuntini serali fatturati cinque mesi dopo averli consumati e altre stranezze. Tutte definite cene istituzionali. Insomma, Marino sosteneva spese, che avrebbero dovuto essere di rappresentanza, per 12.500 euro al mese, per un totale di 150mila euro spesi nei 28 mesi del suo mandato, tra il 2013 e il 2015.

La sentenza, che ha ritenuto non validi gli scontrini presentati, chiama anche l’ex sindaco a risarcire il Campidoglio, che si era costituito parte civile nel procedimento. Ma Marino non ci sta e grida al complotto. “La Corte di Appello di Roma oggi condanna l’intera attività di rappresentanza del Sindaco della Città Eterna”, ha commentato Marino che si è detto amareggiato anche se tranquillo. “In pratica i giudici sostengono che in 28 mesi di attività, il Sindaco non abbia mai organizzato cene di rappresentanza ma solo incontri privati. Un dato che contrasta con la più ovvia realtà e la logica più elementare. Non posso non pensare che si tratti di una sentenza dal sapore politico proprio nel momento in cui si avvicinano due importanti scadenze elettorali per il Paese e per la Regione Lazio”.

Anna Pedri

 

 

Commenti

commenti

4 Commenti

  1. ………-……da ‘radio confindustria’ ( radio ”celochiedel’europacelochiedesoros” )..:” non è una condanna definitiva… che offusca il povero marino..”..giusto, dato che ricorrerà anche al giudizio universale e solo in quel momento ( forse) potrà essere considerato colpevole il ”povero” marino…

  2. Con la carta di credito altrui e i soldi dei cittadini romani questo comunista del ca**o ne ha fatto di pappate…….ma essendo rosso non sarà mai colpevole…..il solito copione simil- piddino……la solita merda che ci propinano da decenni…….. vigliacchi e senza coraggio.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here