Roma, 6 ott – Quattro anni di reclusione per il banchiere Cesare Geronzi, è arrivata oggi la conferma della condanna da parte della Corte di Cassazione. Tre anni sono stati coperti da indulto, ma la si tratta comunque di una sentenza definitiva. L’ex patron della Cirio, Sergio Cragnotti, subirà invece un nuovo processo perché la Cassazione ha annullato con un rinvio la condanna per il crac della società in relazione al capo d’accusa più grave (relativo alla vicenda ‘Bombril’) per il quale Cragnotti aveva ricevuto una pena di sette anni di reclusione, diventati otto anni e otto mesi per gli altri reati contestati. L’avvocato difensore dell’ex patron della Cirio, Massimo Krogh, esulta: “Si tratta di un risultato straordinario”.

Sta di fatto però che la Corte di Cassazione ha confermato quasi interamente il verdetto della Corte d’Appello di Roma, del 10 aprile 2015, per il crac Cirio. Definitive infatti sono anche le condanne per il figlio di Cragnotti, Andrea, che aveva 2 anni e 4 mesi di reclusione coperti da indulto. Confermata poi la prescrizione per bancarotta preferenziale per gli altri due figli di Cragnotti, Elisabetta e Massimo, che in appello avevano ottenuto l’assoluzione per le altre imputazioni. Non solo, la Cassazione ha confermato anche la condanna a 3 anni e 10 mesi di reclusione per Filippo Fucile, genero di Cragnotti (anche nel suo caso 3 anni coperti da indulto) e la condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per Ettore Quadrani, consigliere di Cirio (anch’esso con 3 anni coperti da indulto). E’ arrivata poi la sentenza irrevocabile di condanna a 2 anni di reclusione, coperti da indulto, anche per altri banchieri: gli ex funzionari della Banca di Roma Pietro Celestino Locati e Antonio Nottola.

Quella sul crac Cirio è un’inchiesta iniziata nel 2003 e conclusasi alla metà di maggio del 2005. Un crac finanziario che ha danneggiato oltre 35 mila investitori, i quali avevano sottoscritto bond e titoli di credito del consorzio italiano specializzato nelle conserve alimentari. La Cirio venne dichiarata in default nel novembre del 2002 con l’azzeramento delle obbligazioni per 1,125 miliardi. Circa 13 mila investitori si sono costituiti parte civile.

Alessandro Della Guglia

Commenti

commenti

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here