Roma, 12 gen – La politica oggi corre veloce sui social network, spesso fonte di informazioni e messaggi alternativi ai grandi media. I fatti parlano chiaro, uno su tutti l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti, dimostrazione di come un uso strategico dei social sia risultato determinante per contrastare la demonizzazione condotta dalla quasi totalità dei media tradizionali contro “The Donald”. Anche in Italia molti leader e partiti ormai utilizzano abitualmente i social. E se lo strumento preferito e più diffuso rimane senza dubbio Facebook, con Twitter che ormai rappresenta una agenzia di stampa alternativa, Instagram è ancora territorio di “conquista”. Il social network preferito dai giovani, il regno delle immagini (dove i contenuti spesso fungono solo da contorno), è senza dubbio il meno utilizzato dalla politica. 

I numeri parlano chiaro: se i leader di partito su Facebook arrivano ad avere anche 2 milioni di mi piace, avvicinandosi in parte al mondo dello spettacolo (Fedez supera di poco i 2 milioni), su Instagram le proporzioni sono molto più impietose, con Beppe Grillo che nemmeno esiste e Salvini che non arriva a 90 mila seguaci, contro i 4,7 mln di Fedez o i quasi 7 milioni di una Belen. La politica è arrivata tardi su Instagram. Tra i partiti a guidare la classifica c’è il Movimento 5 Stelle con 45 mila follower. Molto più sorprendente il secondo posto di CasaPound con 33,5 mila. Del resto non è una novità la popolarità tra i giovani della tartaruga frecciata, visto che secondo un sondaggio pubblicato dall’Espresso tra i 18enni al voto, circa il 5% darà la sua preferenza al movimento di Simone Di Stefano.

Seguono il Partito Democratico con 13 mila e Forza Nuova con 11 mila, Forza Italia è sotto la soglia dei 5 mila insieme a Fratelli d’Italia (meno di 3 mila) e la Lega, nemmeno presente su Instagram. Per il Carroccio va meglio con Matteo Salvini come detto a circa 88 mila seguaci, anche se Renzi e Di Maio tirano di più, rispettivamente 108 mila follower per l’ex premier e 100 mila per il grillino. Berlusconi è a quota 80 mila e la Meloni più in basso a 71 mila. Insomma i movimenti e i partiti iniziano a prendere dimestichezza con il social dei “giovani”, ma la strada da fare è ancora lunga.

Davide Romano

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