Roma, 25 lug – La Boldrini cambia casa. A spese nostre. O, meglio, la casa se la paga da sola. Sono tutti i costi della sicurezza a carico dello Stato che aumentano e che sarebbero evitabili, se solo la presidente della Camera usufruisse dell’appartamento presidenziale messo a disposizione a Montecitorio. Ne parla oggi su Libero Franco Bechis. Per qualche tempo, infatti, la Boldrini ha abitato a casa del compagno, a Trastevere. L’abitazione è stata quindi protetta e messa in sicurezza, come previsto dalle norme.

“La protezione – scrive Bechis – è avvenuta innanzitutto con la scorta con auto blindata che l’ha seguita in ogni spostamento istituzionale, ma anche nei tragitti ‘casa-lavoro’ che non ci sarebbero stati avesse scelto di abitare all’ interno di Montecitorio. La protezione è stata assicurata con un auto di vigilanza anche alla abitazione privata, e anche questo costo non ci sarebbe stato avesse scelto l’opzione istituzionale dell’ alloggio interno alla Camera. Non solo: anche nell’abitazione privata (che era quella del compagno di vita) sono stati compiuti come accade in questi casi gli ‘interventi di sicurezza sui beni immobili a disposizione di coloro che rivestono cariche pubbliche’, ad esempio blindando a regola d’arte l’ingresso della abitazione privata. Un costo che non ci sarebbe stato con altra scelta”.

Non è tutto: ultimamente, infatti, la Boldrini avrebbe lasciato, per motivi privati, quell’abitazione. Mancando pochi mesi al termine della legislatura, sembrava logico il trasloco nell’appartamento di servizio di Montecitorio. Niente da fare: nuova casa, nuove misure di sicurezza. Vai di scorta, quindi. E vai anche di messa in sicurezza. Il tutto per pochi mesi, al termine dei quali la Boldrini non occuperà più lo scranno più alto di Montecitorio, e quindi non avrà più diritto a tale tipo di protezione (almeno non a questi livelli). Secondo Libero, la cosa “ha creato più di un chiacchiericcio, e anche qualche preoccupazione vista la fine della legislatura, perfino nei piani istituzionali della Camera dei deputati, dove più di uno è convinto che per così breve tempo sarebbe stato gran risparmio che il presidente usasse quell’alloggio di servizio…”.

Giuliano Lebelli

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