Mosca, 12 feb – Un aereo russo con a bordo 71 passeggeri è precipitato domenica poco dopo il decollo dall’aeroporto Domodedovo di Mosca. I 65 passeggeri, tra cui uno svizzero e un azero, e i 5 membri dell’equipaggio sono tutti morti. Unico sopravvissuto è un passeggero residente a Sochi che all’ultimo minuto non si è imbarcato. L’aereo, della Saratov Airlines, era diretto a Est, negli Urali, a Orsk nella regione di Orenburg. Nei pressi del luogo dello schianto stanno lavorando e indagando circa 100 investigatori e specialisti di criminologia. Il presidente Vladimir Putin ha chiesto che venga istituita una commissione speciale per le indagini. Al momento si è saputo, dal portavoce del quartier generale dell’operazione, che è stata recuperata “in condizioni soddisfacenti” la seconda scatola nera.

Tutte le ipotesi sono al vaglio, a partire dalle cattive condizioni meteo, passando per l’errore umano, le condizioni tecniche del velivolo e altri possibili scenari. In un primo momento era stata avanzata l’ipotesi di uno scontro con un elicottero della Posta Russa, ma è stata subito scartata, anche se sul luogo dello schianto si sono trovate migliaia di lettere. In merito alla pista del terrorismo è silenzio. Nessuno pronuncia la parola, e sembra si voglia escludere. Ma sono molti i misteri attorno all’incidente. Dall’inchiesta in corso si sa pochissimo. I dettagli trapelano con il contagocce e sono tra loro contraddittori. Pare che il comandante abbia rifiutato la procedura di “de-iceing” prima del decollo, nonostante le condizioni meteo fossero pessime. Poi si è detto che il pilota avrebbe segnalato un guasto a bordo e chiesto di poter atterrare in uno scalo vicino. Il Comitato investigativo ha affermato però, che dall’apparecchio non era partita alcuna comunicazione anomala.

Da alcune immagini riprese da una telecamera di sicurezza si vede che il velivolo, un Antonov An-148 in attività da meno di otto anni, era in fiamme prima di toccare il suolo. Potrebbe essersi verificata una o più esplosioni a bordo. I testimoni hanno riferito che “qualcosa è esploso sotto un’ala” e poi che una seconda esplosione si sarebbe verificata prima della caduta dell’aereo. La portavoce della commissione d’inchiesta, però, nega l’evidenza, sostenendo che l’aereo è esploso dopo aver toccato il suolo.

Anna Pedri

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