Roma, 8 mar – Lui si chiama Luca Donadel e sui social da un paio di giorni spopola il suo video in cui smonta le bufale (le fake news come dicono quelli bravi) che i media ufficiali come il Corriere della Sera (per citarne uno a caso) ci propinano ogni giorno sull’immigrazione.

Particolarmente interessante la parte relativa alle rotte delle imbarcazioni che si occupano dei salvataggi dei barconi di immigrati, sia quelle della nostra Guardia Costiera ma anche quelle delle varie Ong “umanitarie”, in cui si dimostra che, al contrario di quello che scrivono i media ufficiali, spesso nemmeno passano per il Canale di Sicilia ma vanno direttamente ad effettuare i salvataggi a pochissime miglia dalla costa libica. Dimostrando inoltre che negli ultimi anni le morti di disperati in mare sono decuplicate, proprio a causa dei salvataggi effettuati a poche miglia dalla Libia.

I dati utilizzati da Donadel sono forniti da siti come Marinetraffic.com, che utilizzando il sistema di tracciamento chiamato AIS possono definire con precisione il l’identità e il tracciamento satellitare di tutte le imbarcazioni del mondo. Nella seconda parte del video si analizza invece il business relativo all’immigrazione e alle cooperative che ci speculano sopra, con frequenti citazioni del libro “Profugopoli” di Mario Giordano.

Davide Romano

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2 Commenti

  1. Sarebbe interessante saper chi manovra Luca Donadel, un ragazzino che non può conoscere tutte le cose che racconta se non inboccato da qualcuno.

  2. Caro Luca, sono veramente felice di sentire una voce fuori dal coro. Felice in particolare perché giunge da un giovane, che non si è fatto influenzare dalle varie ideologie di partiti e di tendenze politiche, in questo caso, della sinistra. Sono felice perché dimostri di non subire condizionamenti mediatici e nemmeno ti preoccupi di dire ciò che oggi è impopolare. Esprimersi così come hai fatto tu, (ed è poi il mio stesso identico pensiero), non fa tendenza. La dimostrazione sono i vari personaggi politici e dello spettacolo, tutti a favore della causa “immigrazione”. In realtà sono certo non interessi proprio nulla a quella categoria di persone che tranquillamente si gongolano con i loro redditi milionari, che possono far riferimento a cure mediche private, a scuole ed università altrettanto private, a guardaspalle che li proteggono, mentre invece, il comune mortale, vede limitarsi tutti i suoi diritti e servizi pubblici perché condivisi con chi, di fatto, non contribuisce minimamente alla spesa, gli immigrati appunto. Oggi più di ieri noto che i sinistroidi, sono i più abbienti, persone benestanti, che nulla hanno a che vedere con la vera, reale sinistra storica, formata perlopiù da operai che volevano vedere riconosciuti i loro pochi diritti attraverso le associazioni di categorie, ad oggi c.d. sindacati. Grazie Luca, sei giovane ed intelligente, ed anche colto e lo si deduce dalla tua sicurezza nel parlare.
    Grazie perché chi come me, attraverso il tuo intervento, ha avuto voce nel suo pensiero.
    Francesco, sottufficiale dell’Arma dell’ Arma dei Carabinieri.

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