Rovigo, 14 lug – Non passa, a Rovigo, la mozione liberticida presentata in consiglio comunale dal Movimento 5 Stelle. La proposta presentata dai pentastellati Francesco Gennaro e Ivaldo Vernelli proponeva una modifica del regolamento per l’occupazione del suolo pubblico che limitasse la concessione a gazebo e iniziative di associazioni ed organizzazioni che richiamino all’ideologia fascista. I permessi, secondo la mozione, avrebbero dovuti essere rilasciati soltanto ad associazioni che si impegnino a firmare un giuramento che li vincola ai valori della Costituzione.

Una variazione dei regolamenti che, paradossalmente, si sarebbe rivelata essa stessa anti-costituzionale: la Carta parla di per sé, non serve un’ulteriore sottolineatura dei suoi “valori”. O si dimostra che un movimento è anticostituzionale (ma non può certo farlo il Comune di Rovigo) oppure si dà per scontato che tutti i movimenti che hanno agibilità politica abbiano gli stessi diritti costituzionali di tutti. Limitare la libertà e i diritti politici sulla base di non meglio precisati “valori” che occorrerebbe sottolineare ed esplicitare meglio di quanto non faccia la Costituzione stessa è un’operazione senza senso.

Nello specifico, la mozione recitava: “Si impegnano sindaco, giunta e consiglio comunale ad inserire nel regolamento Tosap per la concessione di suolo pubblico i requisiti che consentano di negare il rilascio dell’autorizzazione alle organizzazioni e associazioni che direttamente si richiamino all’ideologia, al linguaggio, ai rituali e alla simbologia fascista con lo scopo della discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale che abbiano ricevuto sentenze in giudicato che ne riconoscano la natura violenta. Per garantire comunque la manifestazione pacifica del proprio pensiero, la concessione potrà essere rilasciata solo previa sottoscrizione di una dichiarazione di adesione ai principi costituzionali”. Alla lettura delle prime righe, il sindaco Massimo Bergamin è uscito dall’aula chiamando a gran voce i suoi consiglieri a fare lo stesso. “Non sono fascista, ma questa è una strumentalizzazione. Comunisti, che se ne parlino e discutano da soli di una mozione del genere. Hanno fatto più morti loro del fascismo”, ha detto il primo cittadino. Ad ogni modo, la foga antifascista dei 5 Stelle è rimasta frustrata: la Lega Nord ha prima lasciato l’aula per protesta. Poi è rientrata all’interno e ha votato contro la mozione, che infatti è stata bocciata. Resta tuttavia agli atti l’ennesima dimostrazione dell’orientamento a sinistra di troppi eletti grillini, a livello sia nazionale che locale.

Giuliano Lebelli

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