Roma, 10 gen – Sembra proprio vero; la nostra fonte ne è certa, anche se, in questi casi, fino all’annuncio ufficiale la certezza non c’è mai. Il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, ultimo erede della Dinastia che regnò in Italia (dall’unità del nostro Paese e sino al 1946) – forse stimolato dal recente rientro delle spoglie del bisnonno: Sua Maestà Re Vittorio Emanuele III – ha deciso di scendere in campo anche in occasione delle prossime consultazioni elettorali. Lo farà mettendosi alla guida di un simbolo tradizionale legato ai sentimenti monarchici, non un simbolo nuovo, ma questo, probabilmente, non per il gusto della tradizione, ma in funzione del “giochetto” che permette di non raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni.

Venerdì prossimo, 12 Gennaio, l’erede al Trono d’Italia – che, però, in passato ha dichiarato – più volte – che non gli interessavano né il “suo” Regno, né “la politica” andrà a Roma e si candiderà sotto il simbolo del partito “Stella e Corona”. Nei primi anni della “Prima Repubblica” questo partito dilapidò un autentico patrimonio di voti, affossando per sempre le speranze di chi desiderava il ritorno del Re in Italia o, almeno, la presenza nel Parlamento Italiano di una forza politica “garante”, “arbitraria” e “mediatrice”.

Non sappiamo se apprezzare questo gesto dell’ultimo erede di Casa Savoia – che si mette personalmente in gioco – o considerarlo un altro “spot” tipico dello stile al quale ci ha abituato da quando gli è stato consentito di tornare in Italia. Pare, però, che – in un momento di entusiasmo – abbia detto: “Ci riprendiamo l’Italia”… In verità, Emanuele (come lo chiamano le persone a lui vicine) dovrebbe ben sapere che i vari “circoli” monarchici – da sempre – sono più propensi a perdere le occasioni piuttosto che coglierle. Non seppero “cavalcare” il dissenso che portò la Lega Lombarda ad essere uno dei partiti più importanti negli anni ottanta e non hanno saputo dare un “messaggio” di unità in occasione della disgregazione sociale e politica degli ultimi anni che ha portato addirittura Beppe Grillo e i suoi a essere un partito di “maggioranza”… Una cosa è certa: l’appiattirsi sui costumi moderni “ballando sotto le stelle”, cantando a Sanremo con Pupo e vendendo hamburger e pasta italiana lungo le strade non può certo contribuire a creare quell’aura mistica che dovrebbe caratterizzare certi messaggi.

Pierluigi Arcidiacono

Commenti

commenti

5 Commenti

  1. Mancavano all’appello i savoiardi , complici del traditore badoglio , per cui oramai siamo al completo ,abbiamo esaurito pure le truppe monarchiche…….oddio se si sono candidati la boldrina e il grasso tutto vale, pure il movimento della fratellanza con gli universi alieni……nel frattempo fra ius soli e comunistelli pro centri sociali scatenati contro i rigurgiti fascisti la capitale d’Italia affoga nei rifiuti…….quanto sono vicini al popolo questi elementi comunisti e non…….

  2. Il Principe è una persona che ama sinceramente il Paese,e tutto quello che ha finora fatto è per mostrare che è una persona alla mano,non uno che se la tira come molti repubblicani. A Los Angeles difende e diffonde il Made in Italy con enorme successo. Mille volte meglio lui al Quirinale dei politicanti da strapazzo che ci impone questa repubblica scadentissima. Corrado Pecci●Cagliari.

  3. A chi spara sui Savoia ed il fascismo,consiglio la lettura di 3 libri:il Diario di Ciano,dove troverete tanti scontri tra il Re e il duce. Altro che complice del fascismo! Un libro dello storico del fascismo De Felice,che farà capire che il regime piaceva a quasi tutti gli Italiani.
    Ed infine,Mirella Serri,che vi farà un elenco di fascistoni diventati Anti solo quando crollò il regime. Non prima! Tra i tantissimi,ricordo Norberto Bobbio che Pertini fece senatore nel 1984. E Fanfani che amava il duce e le leggi razziali,e poi ha scritto questa Costituzione che abbiamo. Un antisemita che ha scritto la Carta di questa repubblica. W la Monarchia tutta la vita,perciò!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here