polRoma, 29 nov – Ieri sera sono stati arrestati dalla polizia polacca 149 tifosi laziali recatisi a Varsavia per supportare la propria squadra nella gara di Europa League contro il Legia. Da quanto si apprende i  tifosi si stavano recando in corteo verso lo stadio scortati dagli agenti polacchi quando a seguito di un lancio di oggetti contro gli stessi, gli agenti hanno deciso di fermare il corteo ammanettare tutti i tifosi e tenerli in stato di fermo. Nelle perquisizioni che sono seguite all’arresto sono stati trovati dei coltelli e dei tirapugni, ma va sottolineato il fatto che nel corso della giornata non c’erano stati feriti né tra le forze dell’ordine né tra i tifosi del Legia Varsavia. Una situazione quindi che difficilmente giustifica un arresto di massa quale si è nei fatti verificato.

Qualche tifoso presente ha riportato la propria testimonianza sull’accaduto : “Ci hanno trattato come prigionieri di guerra, senza diritti, ammassati a fine partita vicino ad un fiume con i cani della polizia che ci saltavano addosso. Noi siamo andati all’appuntamento fissato e come siamo arrivati la polizia ci ha fermato in un vicolo. Ci hanno tenuti lì per 40 minuti per controlli, poi ci hanno portati allo stadio. Ma sono stato solo fortunato, perché tra i 120-150 fermati ci sono alcuni amici, ragazzi che non hanno mai girato con coltelli o bastoni ma che sono stati portati via solo perché stavano nel gruppo che marciava con il corteo” dice Riccardo a Radio Capital. “Ti assicuro che non avevo mai visto nulla del genere. Noi ci siamo salvati solo perché nel nostro gruppo c’erano molte donne e quindi abbiamo evitato il corteo. Ma non è successo nulla di grave, te lo assicuro. E il clima era ostile fin dall’inizio. Perquisizioni ovunque, test su alcol e droga fatti prendendo le persone a caso in mezzo al gruppo, pensa che a mia sorella hanno sequestrato addirittura gli adesivi della Lazio e a me lo stendardo ‘brigata Santa Klas’ solo perché all’interno c’è un teschio. Una follia, arresti di massa che neanche al G8 di Genova e lì successe di tutto, mentre a Varsavia non è successo nulla, non c’è stato neanche un ferito tra i tifosi del Legia o tra le forze dell’ordine. E questo la dice lunga” afferma Alessaandro Nicoloso di Radio Manà Manà.

Insomma dalle parole di chi era presente emerge con chiarezza la sproporzione dei provvedimenti presi nei confronti dei tifosi laziali, ma evidentemente così non è per le istituzioni, soprattutto per quelle che dovrebbero tutelare e assistere dei cittadini italiani  arrestati all’estero. La Farnesina in primis, che invece sull’argomento non ha speso neanche una parola, come se l’arresto di 149 persone a seguito di un lancio di bottigliette fosse una cosa normale. Marino in secundis, il Sindaco della capitale dopo aver permesso ai tifosi polacchi di fare il bello e il cattivo tempo per le vie della città nella gara di andata, ieri ha taciuto e se dei suoi concittadini stanno vivendo situazioni difficili a molti chilometri da casa a lui pare non interessi più di molto.

Rolando Mancini

 

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