FORTETO-ABUSI-2Venerdì 4 Ottobre si aprirà a Firenze il “processo agli orchi del Forteto”, il primo atto di una storia giudiziaria destinata a diventare il caso penale più epocale nella storia del distretto fiorentino. L’impianto accusatorio è durissimo: violenza sessuale, fisica e psicologica, maltrattamenti, corruzione di minore e molti altri capi d’accusa per Rodolfo Fiesoli ed i suoi adepti. Negligenza, omertà, connivenza sono invece le colpe contestate ai servizi sociali, ai politici ed ai magistrati che hanno coperto, con il loro disinteresse le nefandezze compiute dai seguaci della setta e dal suo “profeta”.

E a rendere ancor più torbida la faccenda arriva una sconcertante notizia: i faldoni contenenti i documenti relativi al processo del 1985, al termine del quale Fiesoli e il suo “vice” Goffredi vennero per la prima volta condannati per abusi su minori, sono misteriosamente scomparsi. Ufficialmente “perduti” nel trasloco degli archivi dal Tribunale di Firenze a quello di Prato, di fatto lasciano intravedere il movimento di attori occulti che, si spera, il processo contribuirà a far venire fuori. Perchè è evidente che dietro le malefatte del Fiesoli ci sia una rete di coperture a dir poco inquietante: politica, magistratura e servizi sociali, a vario titolo implicati nella vicenda e rispondenti e nomi e cognomi ben precisi, potranno difficilmente cavarsela con una generica ammissione di ingenuità: il susseguirsi di “coincidenze”, iniziate fin da quando, a seguito della condanna per abusi, il Tribunale dei Minori e gli assistenti sociali tornarono ad affidare i primi minori ai condannati, lascia poco spazio al garantismo. Siamo inequivocabilmente di fronte a un “sistema” criminale coperto ai più alti livelli e lasciato libero di arricchirsi ed aumentare la propria influenza sulla società.

E non si parla soltanto di relazioni definite dall’accusa “a dir poco imbarazzanti”. Si parla di programmi educativi organizzati dalle istituzioni pubbliche nei quali i ragazzi delle scuole di mezza Toscana venivano invitati a visitare il Forteto, Pubblicazioni presentate ufficialmente dalle più alte istituzioni politiche regionali e nazionali, frequentazioni amichevoli di giudici minorili, politici di sinistra e responsabili dei servizi sociali. E soprattutto nessuna indagine, nessun controllo, nessuna verifica. Con la compiacenza di psichiatri, psicologi ed esponenti della cultura di sinistra che per decenni si sono sperticati in elogi untuosi al Fiesoli e al suo modello di architettura sociale.

Mentre vittime ed imputati si preparano alla battaglia legale, fuori dall’aula il Comitato “Adesso Basta: fermiamo il Sistema Forteto” porta avanti la sua opera di sensibilizzazione, in appoggio a coloro che hanno vissuto la loro infanzia nel silenzio angosciante di chi è costretto a subire senza poter reagire. Molte le sigle politiche che hanno dato la loro adesione: CasaPound Italia, che ancor prima che lo scandalo esplodesse (con la pubblicazione della relazione di inchiesta realizzata dall’apposita Commissione Regionale) denunciò i torbidi legami ricorrenti tra la politica locale e la Setta del Forteto. Ma anche Fratelli d’Italia, Movimento 5 Stelle, UDC. Col la roboante assenza delle sigle di sinistra, rinchiuse in un assordante silenzio.

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