AlitaliaRoma, 15 ott – Li aspettavamo al varco, ed eccoli puntuali. La Gran Bretagna, che sta nell’Unione Europea solo per prenderne vantaggi (le sovvenzioni agricole ad esempio) e non le pene (Euro in primis), e la Spagna, ove per anni molti europei credevano di trovare la terra dei sogni salvo poi affondare nell’argilla delle sue fondamenta basate sul credito dissennato e sula bolla edilizia, lanciano l’anatema contro l’ingresso di Poste in Alitalia.

“Ci aspettiamo che la Commissione Europea intervenga per sospendere questo aiuto manifestamente illegale”. Sono le parole di IAG (International Airline Group), la holding britannica con sede all’aeroporto di London-Heathrow che controlla le compagnie aeree British Airways e Iberia, i giganti dei cieli di Gran Bretagna e Spagna, che fanno seguito alle dichiarazioni del Financial Times e del Wall Street Journal per i quali l’ingresso di Poste nell’operazione è “protezionismo” e un cambio di rotta in base a quanto dichiarato nel progetto di attrazione di investimenti esteri “Destinazione Italia”. Un piano di cui è chiaro l’orientamento alla svendita.

E’ opinione generale, dall’economista titolato al ragioniere diplomato, che la gestione di Alitalia sia un esempio di come non va gestita un’azienda. E’ opinione generale anche che gli aiuti di stato non siano corretti, specie se concessi ad aziende in perdita, o peggio a soggetti come istituti bancari che con operazioni spregiudicate e finanziamenti a credito dissennati hanno contribuito alla crisi finanziaria che ci attanaglia. Ma evidentemente i censori inglesi e spagnoli hanno memoria molto corta.

Basterebbe nominare in sede appropriata, tipo Parlamento Europeo o Commissione Europea stessa, i colossali aiuti ricevuti dalle loro banche in crisi di liquidità tra il 2008 e il 2011. E ce ne sono, tra Northern Rock (ricordate la corsa agli sportelli?), HBOS, Bradford and Bingley e Royal Bank of Scotland nel Regno Unito, Cajasur, Banco de Valencia e Bankia in Spagna.

In termini di cifre, si parla di due sistemi bancari che hanno ricevuto una fetta consistente dei 4,5 miliardi di euro di aiuti bancari dalla stessa Unione Europea che gridano allo scandalo per i 75 milioni di Poste ad Alitalia. In termini non solo di cifre e numeri, ma di entità morale dell’aiuto concesso, siamo proprio su un piano eticamente differente.

Se siano aiuti di stato lo deciderà la Commissione, ma è palese l’ipocrisia delle IAG (quindi di British Airways e Iberia), e delle due nazioni che rappresentano, a conferma che alcune nazioni si possono permettere (e viene loro concesso) il diritto di dare lezioni senza mai prenderle, peggio di consentire a volte pratiche al limite dell’illegale, e che l’Europa è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale.

Gaetano Saraniti

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

venti + cinque =