Alto Adige campo profughi della Germania: accordo tra Pd, Svp e Merkel

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Bolzano, 4 set – Sono arrivati oggi a Bressanone i primi 20 di un contingente di 400 profughi che attendono di varcare il confine per approdare nello stato tedesco, dopo un accordo raggiunto tra Germania, Italia e Alto Adige.


In seguito ad una situazione diventata sempre più ingestibile per la regione tedesca Baviera, negli ultimi giorni presa d’assalto dai flussi migratori in transito dai Balcani, il ministro bavarese Emilia Müller ha contattato l’assessore provinciale altoatesina alla sanità Martha Stocker, chiedendo aiuto nel gestire l’emergenza. Il presidente della provincia di Bolzano Arno Kompatscher ha informato il Governo italiano che si è detto subito disponibile alla risoluzione del problema tedesco, trovando il plauso dell’Unione europea. Tutto ciò nonostante le ultime dichiarazioni di Matteo Renzi che annunciava voce grossa con Bruxelles sul tema immigrazione mostrando, a detta sua, gli italici attributi a Frau Merkel.

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Dall’inizio di questa emergenza post soppressione del reato di clandestinità, l’Alto Adige si trova di fatto a fare da enorme centro d’accoglienza per migliaia di migranti diretti verso nord ma respinti al confine del Brennero dalla gendarmeria austriaca, rendendo difficile così il censimento e il controllo di un fenomeno in continuo aumento che provoca sempre maggiori problemi di ordine pubblico e degrado ai comuni ospitanti.

Questo ha portato la provincia bolzanina ad essere “premiata” da il Sole 24 Ore, nella classifica nazionale delle città più insicure, con una preoccupante impennata per quanto riguarda la criminalità; e come se non bastasse, oggi la Provincia Autonoma di Bolzano che essendo tale avrebbe il potere legislativo per contrastare il problema, in nome di una solidarietà che non si capisce se sia rivolta più ai migranti o più ad austriaci e tedeschi, si presta ad accogliere questi nuovi arrivi a carico della popolazione locale.

Anche in questa situazione, il Pd e la Sűdtiroler Volkspartei non sembrano voler rinunciare alla loro “strategia politica” in cui per risolvere un problema bisogna amplificarlo nell’unica opera possibile da questo governo: quella dell’autolesionismo.

Andrea Bonazza

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