Targa-esteraRoma, 12 mag – Sarà capitato a molti, negli ultimi tempi, di vedere sempre più auto circolare con targa straniera, in particolare di paesi dell’est Europa aderenti all’Unione Europea.

Non si tratta di turisti che hanno deciso di effettuare un tour dell’Italia su quattro ruote, bensì di immigrati domiciliati in Italia ma che mantengono la residenza nello stato di provenienza. Cosa che viene resa possibile proprio dal fare parte dell’Ue che consente loro di circolare liberamente nei paesi dell’Unione senza dover per forza risiedere in Italia. Infatti, se prendessero la residenza in Italia sarebbero costretti a ritargare le auto presso la nostra Motorizzazione Civile.

Ma perché gli immigrati mantengono la targa dello stato di provenienza? Per diversi motivi presto detti. In primo luogo perché i costi di bollo ed assicurazione nel paesi dell’est sono nettamente inferiori rispetto a quelli italiani, in secondo luogo perché se commettono un’infrazione stradale praticamente rimarranno impuniti.

Ci spieghiamo meglio: in caso di infrazione stradale le forze di polizia italiane dovrebbero rivolgersi ai colleghi dello stato estero per l’identificazione del proprietario dell’auto per poi procedere alla notifica dell’infrazione, sempre all’estero, presso l’indirizzo di residenza ed infine provvedere all’eventuale riscossione coattiva della multa sempre presso lo stato di residenza.

Fino al 2014 pareva impossibile anche la notifica della multa, mentre nel marzo del 2014 in vigore una sorta di “multa europea” in attuazione della direttiva europea 2011/82/UE (introdotta in Italia con il D.lgs 37/2014) che consente quanto meno la notifica presso lo stato estero delle sole multe per “eccesso di velocità”.

Ma si tratta di un’arma totalmente spuntata, perché in tema di sanzioni per violazione del codice della strada non esiste una normativa europea, e non esistono neppure accordi bilaterali, che prevedano forme di riscossione all’estero. Quindi al guidatore straniero che venisse notificata una sanzione, con tanto di foto dell’autovelox, non potrebbe essere fatto alcunché qualora decidesse di non pagare la multa.

Le conseguenze sono facilmente immaginabili: chiunque guidi un’auto con targa straniera diventa consapevole della propria impunità e può liberamente mettere a rischio la propria incolumità nonché quella degli altri utenti della strada. Ed i risultati si vedono nelle statistiche annuali che ACI ed ISTAT pubblicano periodicamente e che il Primato Nazionale a suo tempo espose ampiamente: nel solo 2012 gli stranieri sono stati coinvolti nel 18% degli incidenti stradali causando circa 500 morti (di cui 470 italia) e 51.000 feriti (di cui 47.000 italiani). Per un costo sociale totale di 4,2 miliardi di euro.

Anche questa è una piccola emergenza silenziosa legata all’immigrazione della quale i governi europei non hanno interesse ad occuparsi e che porta ulteriore disordine e mancanza di rispetto delle leggi italiane da parte degli immigrati. Ma evidentemente alle “risorse” è consentito questo e ben altro.

Walter Parisi

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