Ironia su Piazzale Loreto: e Mammucari divenne icona antifascista

mammucari-2Roma, 27 nov – Scivolone di cattivo gusto, ieri sera per Teo Mammucari, il conduttore de “Le Iene” assieme a Ilary Blasi. L’ex animatore turistico se n’è infatti uscito con una battuta decisamente fuori dalle righe quando ha spiegato che il calendario di Mussolini, è “l’unico che si può appendere a testa in giù”.

Chiaro il riferimento a Piazzale Loreto e allo scempio fatto sul cadavere del Duce. Un macabro rituale che persino Sandro Pertini definì “una cosa indegna”, mentre Ferruccio Parri usò la celebre espressione di “macelleria messicana”. Insomma, l’ironia de “Le Iene” nel 2013 è più rabbiosa, più volgare e più sanguinaria di quanto non lo fossero le dichiarazioni dei capi partigiani all’indomani della fine della guerra.

Portatrici di una critica tendenzialmente qualunquista e giovanilistica, che suscita sdegno ma non impegna e ambisce a essere ecumenica, “ Le Iene” hanno in genere paraculescamente evitato di sbilanciarsi in modo esplicito con un giornalismo alla Santoro. Anche se un certo filone di antifascismo strisciante è sempre stato presente, ad opera più che altro di Enrico Lucci (uno che da bambino sognava di fare “il segretario del Partito Comunista Italiano”). Tale elemento si è rafforzato con l’arrivo della Gialappa’s Band, che non a caso ha mosso i suoi primi passi a Radio Popolare. Stupisce, tuttavia, che l’accelerata sia venuta da uno come Mammucari, personaggio che è forse l’emblema del disimpegno.

E mentre la pagina facebook del programma viene presa d’assalto da telespettatori indignati per il macabro scivolone, a qualcuno è sorto un dubbio: che la battuta – peraltro molto forzata perché del tutto decontestualizzata e quindi non certo “chiamata” dalla situazione – sia stata una sorta di atto riparatorio per un’altra gaffe del conduttore risalente a qualche puntata fa?

In una delle ultime puntate, infatti, Mammucari ha messo in scena una gag con Ilary Blasi nella quale era previsto che il conduttore tirasse fuori dalla tasca una audiocassetta. La showgirl, tuttavia, ha commesso l’errore di leggerne il titolo ad alta voce: si trattava di “Canti della Repubblica sociale italiana”. Nello studio è calato il gelo, anche perché la scenetta non prevedeva nulla del genere. Qualcuno ha fatto uno scherzo a Mammucari, magari un tecnico di studio? Sta di fatto che la truculenta battuta su Mussolini potrebbe essere stato un maldestro tentativo di “riparazione”, chiesto magari da qualche autore particolarmente fanatizzato.

Certo è che se l’antifascismo contemporaneo deve avere Teo Mammucari come nuova icona, in quei lidi evidentemente c’è poco da stare allegri.

Giorgio Nigra


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Una risposta a Ironia su Piazzale Loreto: e Mammucari divenne icona antifascista

  1. Max 25 dicembre 2016 a 8:49

    Bestie….peggio anche dei partigiani…appunto

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