Calcio, Militello contro le norme sulla discriminazione territoriale

cristiano-militelloRoma, 11 ott – Anche Cristiano Militello si schiera contro la stretta dell’Uefa, goffamente recepita dalla Figc, sulla “discriminazione territoriale”. Il noto comico toscano, conosciuto per la rubrica “Striscia lo striscione” in cui, su “Striscia la notizia”, mostra gli aspetti più folcloristici delle curve italiane, non è nuovo a prese di posizione politicamente scorrette: pensiamo, ad esempio, alla sua netta contrarietà alla tessera del tifoso

Sul suo profilo ufficiale di Facebook, Militello, si scaglia duramente contro la nuova ondata repressiva: “Questa cosa dei cori proibiti causa ‘discriminazione territoriale’ – scrive – è l’ennesima dimostrazione di mancanza di buon senso da parte di chi gestisce o è delegato a gestire l’ordine pubblico in uno stadio. Cioè, se io ti urlo ‘stronzo’ va bene, ma se ti urlo ‘stronzo di Isernia’ non posso e mi chiudono la curva? E nei derby ci si può gridare di tutto visto che – essendo le due squadre della stessa città – viene meno la discriminazione territoriale?”.

Il comico passa quindi in rassegna alcuni dei cori più noti degli stadi italiani per mostrare l’arbitrarietà delle nuove norme: “E quindi ‘puzzate di pesce, avete il mare inquinato’ cantata alle tifoserie di Genova cos’è? Discriminazione balneare? ‘Vi rubiamo il gregge’ cantato alle tifoserie sarde è discriminazione ovina? ‘Milano in fiamme’ non discrimina abbastanza? Canti ‘Se la Roma è magica, Cicciolina è vergine’ e vuoi che la Staller non ti citi in tribunale? Potrei andare avanti a oltranza”.


Per Militello, “così com’è, è la classica norma che si presta lontana un miglio ad essere quanto più lontano ci sia dall’uniformità di giudizio. Fermo restando poi che se uno vuole instaurare allo stadio lo stesso clima che c’è a una mano di burraco, come minimo si espone al ridicolo”.

Adriano Scianca

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