liberalizzazione drogheRoma, 20 lug – Ha detto una volta Massimo Fini che la gente confonde la libertà di parola con la libertà di dire cazzate. Questa considerazione vale sempre, e quindi anche nella questione sulla liberalizzazione delle droghe leggere.

La proposta di legge a riguardo, e la mentalità che la sostiene, presenta due sostanziali falle che riguarda il concreto e il simbolico – tanto per usufruire di due comodi paradigmi.

Nel concreto, le droghe leggere non esistono: esistono sostanze che alterano la percezione della realtà, che possono determinare dipendenza e che agiscono danneggiando il sistema nervoso centrale, e le lesioni provocate sono molto più gravi in un cervello giovane e ancora in via di strutturazione. Poi, è assolutamente fantasiosa l’idea che la legalizzazione possa incidere sul dispositivo criminale perché questo opera con sostanze di maggior guadagno e continua a produrre sempre novità dal punto di vista farmacologico e di effetto sulla psiche. Ancora, se il mercato legale necessita di un controllo e di un prezzo, a fronte di una cifra ipotetica di 10 euro, l’illegale venderebbe a 8 euro con il beneficio dell’anonimato per il cliente e con la variante incontrollabile di chi si coltivasse le piantine in autarchia.

Nel simbolico, questa proposta rappresenta la resa totale dello Stato, impotente e vile sul fronte educativo, passivo e spregevole di fronte all’arroganza di minoranze degenerate. Se la droga è lo strumento per superare il senso di frustrazione e di vuoto personale ed esistenziale, acconsentire a coprire il disagio con le sostanze significa rinunciare ad ogni ruolo formativo e normativo e far passare il messaggio che non esistono più limiti e che tutto si può fare. Ogni sostanza psicotropa è finalizzata alla copertura di un malessere interiore e a soddisfare un bisogno incolmabile di soddisfazione immediata e ripetuta. A fronte della Realtà – non questa o un’altra, ma simbolo di un divieto e di un limite con il quale tutti sedicenti adulti devono confrontarsi –, ammettere il “Buono Sballo” equivale a riconoscere ed incentivare una già diffusa infantilizzazione di massa, dove le voglie sono completamente disancorate da qualsivoglia dovere e responsabilità.

Questo sistema tecnico-funzionale ragiona in termini commerciali – costo delle carceri e dei processi, spese per prevenzione e cura, calcolo dell’impatto sul Pil o risparmio sulla repressione – ma nessuno osa parlare, per ipocrita viltà, del costo in termini psichici, relazionali e morali delle generazioni presenti e future alle quali un finto Stato corrotto e disfattista ha cancellato un passato, sta negando un futuro e incentiva solo a superare con la droga un desolante presente.

Adriano Segatori

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  1. Nel concreto, l’uso di droghe è antropologico: l’uomo da sempre utilizza sostanze che alterano la percezione della realtà, usandole spessissimo in riti sacri (vedi il vino). Se parliamo di cannabis, è una delle sostanze meno tossiche al mondo, non provoca dipendenza fisica, ed è usata per trattare svariate patologie. Se vogliamo parlare della sua azione sul sistema nervoso centrale, occorre ricercare gli studi effettuati dall’università di Tel Aviv, dove con la cannabis trattano con successo malati di Alzheimer. L’uso di sostanze dagli effetti psicoattivi su un cervello giovane e ancora in via di strutturazione sono inconfutabili, quindi nessun adolescente dovrebbe usare ALCOL, TABACCO, CANNABIS, ECC. …scusate, perché le prime due droghe elencate sono poste a monopolio e la terza è illegale? Se pensate che il motivo sia la sua maggior pericolosità, vi sbagliate: il tabacco è la prima causa di morte nel mondo e l’alcol la seconda. Nessuno è mai morto per uso o abuso di cannabis. Invece si muore di proibizionismo: Stefano Cucchi è stato arrestato perché aveva qualche grammo di hashish in tasca e Aldo Bianzino perché aveva qualche pianta di canapa in giardino. La cannabis è la droga illegale più usata al mondo. Se la produzione e la vendita di essa è gestita esclusivamente da attività criminali, come possiamo ancora affermare che la legalizzazione non inciderà su questi mercati? Io consumo cannabis da oltre 20 anni, ipotizzando anche solo 1/2 grammo al giorno, per 1 anno sono circa 180g e per 20 anni sono 3,6Kg (sono certo che sarà qualcosa in più). Ad una cifra di 10€ a grammo siamo a… quasi 40.000€ (cifra simile spesa da chi fuma un pacchetto di sigarette al giorno, per 20 anni). In Italia ci sono (lo dicono le stime) circa 10 milioni di consumatori. …fate due conti e ditemi se spostare questi soldi dalle casse delle narcomafie a quelle dello Stato non farebbe differenza. Analizzando il concetto: “se il mercato legale necessita di un controllo e di un prezzo, a fronte di una cifra ipotetica di 10 euro, l’illegale venderebbe a 8 euro con il beneficio dell’anonimato per il cliente e con la variante incontrollabile di chi si coltivasse le piantine in autarchia”, posso dirmi totalmente in disaccordo e spiego il perché: sono stato ad Amsterdam (dopo essere stato invitato presso il Parlamento Europeo, a discutere proprio di politiche di “tolleranza e riduzione del danno”). Nei coffe-shop, dove entrano solo i maggiorenni, ho acquistato diverse varietà di cannabis ad un prezzo medio di 12€ a grammo. Per strada, nei pressi della stazione, un tipo mi ha offerto “erba” a 5€. Non ho neppure guardato cosa mi stava proponendo. Io sono un consumatore responsabile ed una persona onesta. Chi ama gli alcolici o il tabacco può ugualmente rifornirsi da contrabbandieri, ma questo accade tanto di rado che non fa statistica.
    Questa proposta rappresenta finalmente la presa di coscienza del fallimento proibizionista (come era successo con l’alcol in America) e l’opportunità per lo Stato di puntare sull’intelligenza del suo popolo: non occorre vietare quando si può spiegare! Sin ora i divieti imposti ci hanno portato ad essere uno dei primi Stati al mondo per consumo di cannabis, specialmente tra i minori che sono i miglior clienti degli spacciatori. Inoltre, quelle definite come “minoranze degenerate”, sono individui che hanno una famiglia, un lavoro, e conducono vite molto più “decorose” di certi colletti bianchi. Inoltre la libertà è un diritto di tutti. Se chi ha scritto l’articolo è libero di bere una birra con gli amici, o un bicchiere di vino con l’amata, io devo essere libero di fumare cannabis, sempre nel rispetto degli altri e di me stesso. …certo, con l’alcol non ho limiti e, una volta entrato in un pub, posso bere sino a finire in coma etilico, senza pagar nulla per aver attentato alla mia stessa vita. Sapete che con la cannabis non potrei mai riuscirci? … Non esiste infatti dose letale assimilabile dall’uomo. Forse la “droga” è lo strumento per superare il senso di frustrazione e di vuoto personale ed esistenziale, ma quale droga? L’alcol, il tabacco, gli psicofarmaci? … e quando insorgono dipendenze PATOLOGICHE non derivate da sostanza come lo è il gioco d’azzardo? Bisogna certamente incrementare il ruolo formativo degli istituti preposti ma anche dei mass-media che spesso danno spazio a falsi perbenismi e poi elogiano il Dio denaro attraverso il quale “tutto si può fare”. Si diventa responsabili quando si impara a gestire la propria vita. Non saremo mai responsabili se ci sarà sempre qualcuno che ci imporrà cosa scegliere. La TV mi dice: “No Martini, No party!”, ed io dovrei bere? Il DPA mi dice che la cannabis fa male ed io non dovrei fumare? Io ho consultato autorevoli testi scientifici che dimostrano come l’alcol fa molto più male della cannabis e, quindi, non bevo alcolici e mi faccio le canne! Conduco una vita sana, faccio sport, amo informarmi, amo viaggiare, lotto per la difesa della natura e degli animali… non ho avuto incidenti negli ultimi 10 anni e godo di ottima salute. Sono o non sono una persona responsabile? Stessa storia per le migliaia di persone, consumatrici di cannabis, che ho conosciuto durante gli anni di antiproibizionismo.
    Se il sistema ragionasse solo in termini commerciali calcolando i costi di carceri, processi, spese per repressione, calcolo dell’impatto sul Pil, la cannabis sarebbe stata legalizzata da un bel po’. I costi in termini “psichici, relazionali e morali” sono già evidenti considerando che ci sono consumatori di cannabis ormai nonni ed in splendida forma. Inoltre consiglio vivamente un viaggio in Olanda, dove è legale praticamente da sempre ed hanno meno problemi che da noi.
    Giuseppe Nicosia – Consumatore responsabile di cannabis.

  2. Questo articolo lede l’onore della pianta di cannabis, la storia e le tradizioni che ha nella Repubblica italiana e pertanto Denuncio per Diffamazione a mezzo stampa (Artt. 595, 596, 596 bis, 597, 599 c.p.) l’autore di questo scritto

  3. Un articolo ben strutturato per dire una miriade di falsità. Questo paese è il paese del SO TUTTO IO!!
    E allora assistiamo nei salotti televisivi illustri ospiti tuttologi che discutono di cose che non conoscono. Siamo il paese degli allenatori, dei politici, degli scienziati ecc… Nei bar siamo TUTTO tutti, ma in realtà non sappiamo nulla e quando sappiamo restiamo muti per paura di essere giudicati.
    Proprio oggi dalle mie parti è stato trovato un cadavere di un diciassettenne sgozzato (sembra) per questioni di droga, e nello specifico Marijuana. Allora cari amici tuttologi! Prima cosa …. Se la Marijuana fosse stata legale il giovane non sarebbe stato costretto a frequentare la malavita come dicono. Seconda cosa … Chi ha fumato almeno una volta sa benissimo che la Marijuana non rende violenti, non dà dipendenza e non crea nell’immediato danni alla salute. Anzi in diversi casi è terapeutica. E allora cari tuttologi ignoranti per scelta ma che pretendete di insegnare cose che non siete in grado di comprendere perché per una volta non vi fate una canna d’erba e la smettete di criminalizzarla e di considerarla DROGA al pari di MD, cocaina, eroina, ecc?????

  4. L’unica vera frustrazione che denoto è quella dell’autore dell’articolo, ostinato combattente di una battaglia che non ha mai avuto senso di esistere. Un comunicato da maresciallo Cadorna.

  5. Grazie al signor Nicosia dell’articolo, aspettavo di leggere il solito trafiletto filo leghista contro la cannabis..e invece sono stato sorpreso leggendo il suo articolo.
    Il giornalista Segatori dimentica che il nostro stato permette l’aborto in base alla libertà della donna (laddove si sopprime un’entità senza forza) e vieta il consumo della cannabis in base alla pretesa di educare un individuo che agisce “danneggiando” la propria persona.
    Probabilmente è stato influenzato dal leghista Salvini per cui “è meglio andare a puttane che fumarsi una canna”.
    La vostra alta eticità ci sconvolge anche nel leggere gli articoli, e vederci inseriti banner pubblicitari nel mezzo di una frase che ci consiglian una “depurazione corretta dell’organismo” attraverso quelli che sembrano moscerini in vetro (?) ..ma intanto noi critichiamo la cannabis, alimentiamo le narcomafie e il degrado.

  6. Qualsiasi abuso, sia esso di birra o proteine animali, caffè o dolci, pane o pasta, superalcolici o persino (ebbene sì!) acqua, può essere estremamente dannoso per l’organismo umano, specie se quest’ultimo è ancora in una fase di sviluppo o accrescimento. Potremmo aggiungere a questo semplicistico elenco l’abuso di abitudini o azioni errate (o sconvenienti) come la eccessiva sedentarietà o l’uso spasmotico di uno smartphone, passare troppe ore al volante o in un ambiente eccessivamente climatizzato a palla o anche (ebbene sì!) esagerare con l’attività sportiva. Senza poi considerare l’utilizzo ormai sdoganato di sostanze ritenute universalmente salutari ma che invece sempre più spesso determinano dipendenza e assuefazione: i farmaci! Solo uno stolto si sognerebbe di vietare anche una di queste cose appena elencate perché potenzialmente pericolose… e “giustamente!” aggiungo io. Un cittadino consapevole, ben informato, dotato di senso critico e responsabile dovrebbe essere in grado di capire e stabilire il limite oltre il quale un qualsiasi comportamento può arrecare danno a sé stesso, agli altri o all’ambiente ma purtroppo (o per fortuna) nessuno riesce del tutto a non valicare quei confini; per un semplice motivo: NON siamo perfetti! Nel caso in questione, proprio per questi motivi trovo che sia legittimo liberalizzare la cannabis perché ci sono (sottolineo: CI SONO!) milioni (sottolineo: MILIONI!) di cittadini che ne fanno uso; la maggior parte non sono degli sprovveduti o degenerati e frustrati (a proposito degenerato e frustrato ci sarà lei, signor Segatori) e provano piacere nel “farsi le canne”: con gli amici prima di una cena o magari prima di andare a letto o forse per rilassarsi dopo essere arrivati a casa da un lavoro di merda: parlo di professionisti, avvocati, docenti, giornalisti, farmacisti, psicologi, giornalai, contadini, muratori, operai e persino medici, preti e poliziotti! Solo chi non conosce il fenomeno tende a cadere in luoghi comuni e a stereotipare con argomentazioni da bar dello sport: infatti non ci sono evidenze scientifiche sulla dannosità della cannabis, anzi da un po’ di tempo sono in aumento gli studiosi che dimostrano le sue proprietà curative; nel caso di una liberalizzazione il mercato nero in realtà subirebbe un danno senza precedenti per il semplice motivo che nn deterrebbe più il monopolio “incontrastato” sulla vendita; senza considerare il fatto (forse il più importante e comunque strettamente legato ai primi due punti) che una produzione controllata o fatta in casa eleverebbe il livello di qualità del prodotto in questione specie alla luce del fatto che ormai da qualche anno le narcomafie, sia per sopperire alla crescente domanda sia per ottenere maggiori profitti, tendono a “tagliare” il prodotto con sostanze (quelle sì!) estremamente dannose. Diverso è l’abuso, ma ciò vale come per gli esempi fatti in precedenza. Anche l’abuso di articoli giornalistici come il suo potrebbe nuocere gravemente alla salute di una persona, eppure è suo sacrosanto diritto scrivere stronzate . Sicuramente diverso è l’uso fatto da soggetti in crescita, ma questo vale per tantissime altre cose (alcol, videogiochi, cibi ipercalorici, TV spazzatura, social networks). E sempre diverso è l’uso fatto durante alcune attività lavorative in cui si hanno responsabilità particolari.

  7. Questo articolo è davvero un’offesa.
    1. la criminalità organizzata ha altri guadagni, vero, ma sicuramente i guadagni che provengono da marijuana e hashish sono davvero grandi, visto che i consumatori di cannabis sono molti di più di quelli che usano altre droghe.
    2. in nessun Stato sono legali le droghe pesanti, non per questo non vuol dire che l’Italia non debba essere uno stato civile che non lede la libertà di chi vuole fumare o coltivare marijuana (così come è per l’alcol).
    3. chi deciderà di coltivare marijuana dovrà autodenunciarsi come coltivatore e sarà introdotto in un elenco, quindi non è vero che sarà incontrollabile, anche perché la vendita rimarrà vietata al di fuori dei cannabis club.

    La marijuana era chiamata “il nettare degli dei” nell’antichità, e sono tutte idiozie quelle che non esistono droghe pesanti o leggere.
    Sarà soltanto un’espressione di civiltà legalizzarla e i conservatori idioti come voi altri dovrebbero tacere e smetterla di ledere agli altri, almeno su ciò che si può.
    Io non vado a prostitute eppure non mi metterei a fare una campagna contro le case chiuse se le volessero riaprire, sebbene la prostituzione mi faccia ampiamente schifo.

    “La propria libertà finisce dove inizia quella altrui”
    Non vi sembra di violare la libertà di chi vuole fumare cannabis cercando di impedirgli a tutti i costi sia di coltivarla che di acquistarla legalmente?!?

    La marijuana è soltanto una pianta, e per il suo uso non viene trattata in alcun modo, semmai tagliata (sul mercato nero), così vale per l’hashish che è soltanto un preparato.

    La cocaina, invece ad esempio, è si una pianta ma viene fatta macerare nella benzina per ottenere la pasta di coca dalla quale viene poi prodotta la sostanza.

    È chiaro che non sia la stessa cosa, sono due cose che non si possono mettere nemmeno sullo stesso piano, e chi come voi dell’articolo e Giovanardi lo ha fatto siete solo degli ignoranti proibizionisti che non sanno quel che dicono ma continuano a voler dare lezioni a tutti.

    Vergonatevi.

    Viva marijuana.

  8. Chi ha scritto questo articolo andrebbe arrestato per istigazione al ignoranza ma perche non cambi lavoro sei troppo insulso per parlare di certe cose…

  9. la testata dovrebbe chiamarsi “il PRIMATE nazionale” e questo “giornalista” essere pagato in noccioline…fate schifo voi e le vostre bugie, la canapa è la pianta migliore del mondo ma tanto a lei, “signor” SegaTori non interessa conoscere la verità, il compito che le danno i suoi padroni (a lei e al folto gruppo di suoi “degni” colleghi) è solo quello di spargere paura e falsità.

  10. Lei signor nicosia è il risultato del proibizionismo , un regime repressivo basato sulla disinformazione e sull’ignoranza di tanta gente !!! Voi proibizionisti siete una razza in via di estinzione e quando fra qualche anno si arriverà alla legalizzazione anche in Italia lei e i suoi simili sarà giudicato dalle nuove generazioni per quello che è :un ignorante che ragiona con pregiudizio e che appoggia un regime fallimentare

  11. NON CI CASCA PIù NESSUNO! L’informazione rende liberi! L’informazione è alla portata di tutti ormai! Terroristi mediatici al soldo di partiti antistorici e mafie! FATE RIVOLTARE LO STOMACO, SERVI!

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