Cattocomunisti toscani scatenati: corsi e scuola di resistenza per centinaia di clandestini

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Pagina web del Movimento Shalom che annuncia il corso “formazione alla cittadinanza globale” per i 150 clandestini

San Miniato (Pi), 9 ott – È diventato un caso nazionale, e ce ne sono tutte le ragioni, il programma formativo e professionale denominato “corso di formazione alla cittadinanza globale” coordinato dal potentissimo movimento Shalom guidato da sempre da don Andrea Pio Cristiani, con sede a San Miniato in provincia di Pisa e operante non solo in una vasta area della Toscana ma in buona parte dell’Africa occidentale e sub-sahariana fino alle latitudini equatoriali del Congo, spesso nella buona compagnia di facoltosi imprenditori desiderosi di svilupparvi progetti più o meno ambiziosi.

Presentato il 7 ottobre scorso in assemblea pubblica, il corso che inizierà il 19 dello stesso mese è promosso da Movimento Shalom, Cooperativa la Pietra d’Angolo (affiliata a ConfCooperative), Misericordia di Empoli, Misericordia di Cerreto Guidi ed è patrocinata da sei Comuni – tutti Pd – della zona a cavallo tra le province di Pisa e Firenze. Emblematico e rappresentativo della saldatura finalmente esplicita tra due mondi che fino a tre decenni fa si guardavano all’apparenza in cagnesco e che hanno trovato nei nuovi proletari celebrati un giorno si e l’altro pure dal presidente toscano Enrico Rossi una formidabile ragione di saldatura. Il cattocomunismo pienamente dispiegato.

Il percorso formativo Interesserà 150 immigratirichiedenti asilo”, il cui destino come a tutti noto è solo per una minima parte l’accoglimento della domanda di protezione internazionale, essendo quindi nella maggior parte dei casi destinati alla clandestinità. Già per questo, la dichiarazione per cui il corso sarebbe finalizzato “per una accoglienza degna e adeguata alla situazione attuale dei profughi nel nostro contesto sociale” stride parecchio con la realtà delle cose.

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Incontro di presentazione del corso presso il Comune di Fucecchio (Fi), al centro don Andrea Cristiani, fondatore del Movimento Shalom

In un periodo di tre mesi, gli immigrati riceveranno per due mattine alla settimana lezioni sulla cultura e civiltà del paese ospitante – il nostro – e nelle restanti mattinate e pomeriggi corsi professionali come laboratori teatrale e musicale, di sartoria, di cucina, di formazione informatica, nonché servizi turistici e volontariato.

È proprio sul programma delle lezioni mattutine che il quotidiano La Nazione ha sollevato il caso: centrale tra gli obiettivi del corso sarà la “Storia della resistenza italiana e ruolo dei giovani per conquistare la libertà e la democrazia”. Ma cosa c’entra, si chiede il giornalista della Nazione, la lotta partigiana con l’accoglienza ai profughi? “È un capitolo fondamentale del Paese che li sta ospitando, le radici della nostra democrazia, è la storia di quanti lottarono per la libertà a costo della vita e senza darsi alla fuga”, dicono allo Shalom, il cui fondatore don Andrea Cristiani, presentando la scuola, ha parlato di prima esperienza in Italia, di una scuola vera con tanto di classi diverse per anglofoni e francofoni.

Ecco, caso mai a qualcuno fosse sfuggito, ora sappiamo precisamente come la pensa e da che parte sta la chiesa cattolica italiana, perché da uno come don Cristiani non è mai uscita una parola fuori posto né non concordata con le sue gerarchie: con i nemici dell’Italia di 70 anni fa, con i nemici di oggi, per il mondialismo dei senza Patria, con la fungibilità e la sostituibilità dei popoli.

La risposta sul territorio non è fatta attendere: “È veramente difficile commentare questa ennesima follia che avviene nella nostra Provincia – afferma il responsabile di Sovranità Pisa, Matteo Pacinise le istituzioni avessero la stessa attenzione verso gli Italiani, avremmo livelli di assistenza da far invidia a tutti”.

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Logo dell’Associazione Sovranità, la prima a contestare pubblicamente l’iniziativa rivolta agli immigrati

Altro che migranti, ad usufruire di corsi di formazione dovrebbero essere i giovani del territorio senza lavoro – continua l’esponente di Sovranitàpersone dimenticate da queste amministrazioni comunali e messe in secondo piano dal sistema politico toscano e provinciale”.

Vogliamo sapere il costo di questo ennesimo business – conclude Paciniche il sistema Pd/cooperative sta portando avanti: i cittadini devono conoscere la portata della discriminazione che è in corso nei loro confronti”.

Del costo preciso non è infatti (ancora) dato sapere, dal momento che la voce sul sito del Movimento Shalom è lasciata in bianco, né chi paghi le tante decine di migliaia di euro che ovviamente serviranno. Molto probabilmente saranno utilizzati anche i 100 euro a immigratouna tantum” che la Regione mette a disposizione per iniziative come questa, secondo un Protocollo recentemente sottoscritto dalla stessa Regione insieme a Comuni e associazioni sociali. Che fa già 15mila euro per questi 150 immigrati (ma si avvicina al milione di euro considerando tutte le risorse allogene ospitate in Toscana).


E poco importa se, come riporta La Nazione e rilancia Il Giornale, più che del cattocomunismo agli immigrati interessino le cose pratiche, almeno a chiacchiere: “Ci interessa lavorare, al massimo vogliamo fare il corso di cucina”, hanno più o meno dichiarato in parecchi. Alle gerarchie cattoliche e ai compagni piddini, tutt’altro che immemori delle glorie sovietiche, interessa invece creare il nuovo homo proletarius plasmandolo da zero e magari pianificandone l’adeguata preparazione a un futuro esercizio elettorale a senso unico.

Francesco Meneguzzo

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Una risposta a Cattocomunisti toscani scatenati: corsi e scuola di resistenza per centinaia di clandestini

  1. Willy Muenzenberg 11 ottobre 2015 a 10:01

    Grande Professore,
    La sua analisi e’ — ancora una volta — perfetta.
    Solo una cosa. A usare per primo la parola cattcomunista fu Bettino. La teoria andava avanti dagli anni ’20, dai tempi degli scritti di Maritain. Mentre i Gesuiti lo praticavano dal ‘600 nelle Reducciones in America del Sud.
    Ma il comunismo e’ una dottrina che si oppone intrinsecamente al Cristianesimo nelle sue due versioni universali e sole ad essere fedeli: Cattolicesimo e Ortodossia.

    Ecco perché i nemici hanno dovuto e voluto infiltrare la Chiesa cattolica. E deformarne la Dottrina, avvelenandola. Pensavano di avere stabilito il vergognoso culto dell’uomo, quando i missili Kaliber concepiti dalla scienza e tecnologie di un popolo che al 95% si inginocchia la Domenica nelle decine di migliaia di Chiese, li ha fatti risvegliare assai amaramente.

    Inizia qui la loro fine storica.

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