Roma, 22 lug – Sono giorni di paura nei cieli mondiali. Dopo la tragedia – potenzialmente la più grave nella storia dell’aviazione – sfiorata per un soffio a San Francisco, dove un Airbus A320 dell’Air Canada stava per atterrare, invece che sulla pista, sulla corsia di rullaggio nella quale stazionavano in attesa quattro aerei carichi di passeggeri, un’altra collisione in volto è stata evitata per poco a largo delle isole Mauritius. E questa volta l’eroe che ha scongiurato il disastro è un pilota italiano.

traiettorie airbus pilota italiano
Il tracciato di volo dei due aerei: in verde la brusca virata del pilota italiano Roberto Vallicelli che ha evitato la tragedia

Teatro del mancato scontro in alta quota è l’Oceano Indiano e i fatti risalgono a due giorni fa. Un Airbus A380 della Emirates, in volo da Dubai verso il paradiso turistico e con a bordo 615 passeggeri, incrocia a oltre 40mila piedi. Il controllo del traffico aereo autorizza la sua discesa a 38mila (11.500 metri) ma, per un errore umano, i piloti impostano quota 36mila. Identica a quella alla quale viaggiava, sulla stessa rotta ma in direzione opposta, un Airbus A330 della Air Seychelles. Il sistema anticollisione di quest’ultimo segnala immediatamente il pericolo e così il comandante – il pilota italiano Roberto Vallicelli, in prestito da Alitalia a seguito di un accordo commerciale fra le compagnie – effettua una brusca virata a destra per scampare allo scontro frontale. La distanza minima fra i giganti dei cieli, rilevata successivamente, era di soli 14 km, praticamente un tiro di schioppo visto che entrambi gli aerei viaggiavano sulla medesima rotta, alla stessa altitudine, ad una velocità che supera gli 800 km/h.

Solo la prontezza di riflessi di Vallicelli ha fatto sì che i 900 passeggeri (compresi i 277 a bordo del suo A330) riuscissero ad atterrare sani e salvi alle rispettive destinazioni. Vallicelli si è formato alla scuola di volo di Alitalia, fra le più importanti e riconosciute a livello mondiale, circostanza riconosciuta anche da Air Seychelles che, per bocca di un suo portavoce, ha lodato gli “elevati standard di addestramento” del pilota italiano grazie ai quali – pensare ed agire nel giro di pochi secondi con tali responsabilità nelle proprie mani non è qualcosa che si impara su un manuale qualsiasi – è stato possibile non aggiornare le statistiche delle fatalità in volo.

Nicola Mattei

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