RenziMODPrato, 22 apr – La crisi continua a colpire. A farne le spese un artigiano che, nella periferia di Prato, presso la Serra di Carmignano, ha minacciato di darsi fuoco per evitare la messa all’asta della sua casa. L’uomo, un sessantenne che produceva bottoni nel laboratorio all’interno della sua abitazione, ha cosparso i suoi vestiti di alcool nel tentativo di impedire all’ufficiale giudiziario e ad alcuni tecnici di fare le misurazioni nell’ambito della procedura di esecuzione immobiliare. Nonostante carabinieri e Croce d’Oro siano riusciti a far desistere l’artigiano, la vicenda non può non lasciare l’amaro in bocca.

Sebbene recentemente Renzi abbia parlato di segnali di ripresa, in linea con quanto asserito dai suoi predecessori a Palazzo Chigi, il lavoro in Italia rimane in una fase di stagnazione assoluta e le imprese sono sempre più stremate da anni di recessione. Artigiani e piccoli commercianti in primis, come denunciato dalla Cgia di Mestre a febbraio e riportato dal nostro giornale (http://www.ilprimatonazionale.it/2014/02/20/il-buco-nero-delleconomia-reale-dal-2008-perse-134-mila-piccole-imprese/). In questo quadro desolante il Presidente del Consiglio esalta il provvedimento che garantirà maggiori entrate nelle buste paga degli italiani dimenticandosi dei lavoratori autonomi e del fatto che piccole imprese e artigianato abbiano da sempre rappresentato un importante fattore di crescita economica in Italia.

Sarà giunto il momento di smettere di cinguettare e di preoccuparsi degli artigiani messi in ginocchio dalla crisi, caro Renzi?

Renato Montagnolo

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