Roma, 14 feb – Erdogan minaccia l’Eni. Il presidente turco ha ribadito la sua contrarietà alle trivellazioni dell’azienda italiana al largo delle coste di Cipro. Navi da guerra turche sono inoltre state schierate impedendo le ricerche condotte dall’Eni. “Avvisiamo da qui coloro che su Cipro e nell’Egeo stanno facendo male i conti e si stanno comportando in maniera impertinente, distruggeremo i vostri piani”, ha detto Erdogan parlando ad Ankara al gruppo parlamentare del suo partito Akp. “Consiglio alle compagnie straniere che operano nelle acque di Cipro, fidandosi di Nicosia, di non superare i limiti e non piazzare i propri apparati. Le spacconerie di costoro sono sotto osservazione dei nostri aerei, delle nostre navi e dei nostri uomini”.

Al centro della questione c’è il “Blocco 3”, un’area contesa tra il legittimo governo cipriota e la repubblica auto-proclamata e non riconosciuta dalla comunità internazionale che si estende nella zona settentrionale dell’isola dal 1983, nelle zone controllate dall’esercito turco dopo l’invasione turca di Cipro del 1974. Il legittimo governo di Nicosia è favorevole alle ricerche, d’intesa con Eni. Non così l’amministrazione filo-turca. Da venerdì scorso, la marina militare di Ankara ha bloccato le trivellazioni della piattaforma Saipem 12000 dell’Eni al largo di Cipro, con il pretesto di esercitazioni militari in corso nell’area. L’Italia si aspetta una “soluzione condivisa nel rispetto del diritto internazionale e nell’interesse sia dell’Eni, sia dei Paesi della regione, sia delle due comunità cipriote”, ha commentato il ministro degli Esteri Angelino Alfano al collega turco Mevlut Cavusoglu, incontrato oggi in Kuwait a margine della ministeriale anti-Isis.

Roberto Derta

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