Roma, 13 gen – La notizia è stata riportata su tutti i giornali: Giuseppe Orsi e Bruno Spagnolini, al tempo dei fatti amministratori delegati di Finmeccanica ed Agusta Westland, sono stati definitivamente prosciolti, dopo lunghi 5 anni, da tutte le accuse.

Finmeccanica ricevette una batosta tale da dover cambiare nome ma il danno, enorme, non ha colpito solo l’attuale Leonardo, ma tutto il comparto nazionale.

Orsi e Spagnolini furono accusati di corruzione internazionale e false fatturazioni in relazione al presunto pagamento di una tangente a pubblici ufficiali indiani per assicurarsi una commessa per la vendita 12 elicotteri AW-1091 per un valore di circa 556 milioni di euro. Secondo la Procura di Milano, la corruzione sarebbe avvenuta nel periodo compreso tra il 2005 ed il 2010. Stando alle contestazioni, Orsi e Spagnoli, avrebbero corrotto l’allora capo di stato maggiore dell’aeronautica militare indiana, Sashi Tyagi, per assicurarsi la commessa attraverso l’abbassamento della quota di volo indicata nel bando di gara. Il tribunale di Busto Arsizio condannò entrambi esclusivamente per l’accusa di false fatturazioni mentre nel processo di appello furono comminate pene di 4 anni e 6 mesi ad Orsi e 4 anni a Spagnolini in seguito alla condanna per entrambi i reati. Ma, al termine dell’ ulteriore processo di appello, richiesto dalla Cassazione, i giudici li hanno assolti in quanto “non vi è prova sufficiente” dei reati ascritti.

Con questa assoluzione si “chiude una vicenda che doveva, fin dalle prime battute, essere chiara anche agli investigatori: non esiste alcun accordo costruttivo, non vi è prova alcuna che il denaro sia pervenuto a Tyagi, né si è mai dimostrato che i funzionari indiani abbiano in qualche modo interferito nella gara”, ha commentato l’avvocato difensore di Orsi, Ennio Amodio. “Con tutto il danno fatto all’azienda quello che hanno fatto a noi è il meno” ha invece commentato Bruno Spagnolini.

Il danno arrecato all’azienda è stato infatti elevatissimo e si è riflesso su tutto il comparto industriale nazionale della difesa, già costretto a muoversi in un contesto estremamente competitivo, con scarso appoggio da parte del Governo e con avversari che non sempre giocano pulito. Tralasciando ogni forma di ingenuità, non è difficile immaginare che alcuni competitor possano trarre vantaggio da un concorrente fortemente indebolito. Di questo parere è Guido Crosetto, presidente dell’Aiad. Intervistato da Formiche.net, Crosetto spiega che a trarre beneficio dalla inchiesta che decapitò il vertice dell’ex-Finmeccanica di fu principalmente la concorrente franco-tedesca Airbus.

I danni sono stati gravissimi perché il processo ha azzoppato la gallina dalle uova d’oro dell’ex Finmeccanica e cioè Agusta, ha bruciato per anni il mercato indiano, ma soprattutto ha regalato un vantaggio assurdo e inaspettato al peggior concorrente di Agusta, Eurocopter, ora Airbus elicotteri”. Un commento più che eloquente: questa condanna ha fatto sì che fossimo preclusi ad altre iniziative sul suolo indiano, una su tutte la commessa Eurofighter. Ma non finisce qui: “Tra l’altro – ha continuato Crosetto, facendo riferimento ad Airbus – un concorrente che dal punto di vista della moralità aziendale, come dimostrano le vicende di questi giorni, non ha nulla da insegnare, anzi. Ma i governi di quei Paesi difendono le loro aziende e la magistratura è seria. Se non fosse un’idea da film di fantascienza si potrebbe pensare che errori così assurdi hanno magari dietro qualcosa che va oltre il protagonismo e la miopia dei singoli magistrati”.

Dure poi le sue parole sul comportamento della giustizia italiana e degli organi di stampa: “Non è il primo caso di questo tipo e purtroppo non sarà l’ultimo perché una parte della magistratura italiana ha scelto da tempo una forma spettacolare di giustizia: la caccia alla grande società, al grande nome assicura la ribalta sui giornali e sulle televisioni e quindi la notorietà. Questa distorsione, affiancata a un potere di intercettazione e violazione di qualunque privacy, senza pari nel mondo, ci ha portato a decine di inchieste che hanno occupato per mesi i mass media ma poi si sono rivelate vuote. Tanto è l’unica categoria che non paga mai i suoi errori”.

Insomma, per dirla alla Andrea Gaiani: “E ora chi paga i danni?”

Una seria riflessione è d’obbligo. È pazzesco, in un contesto di forte crisi economica ed occupazionale, che ci siano organi di governo che sembrano “remare contro” il loro stesso Paese. Eloquente il fatto che l’Agenzia delle Entrate si è dichiarata parte civile nel processo insieme al governo indiano.

Ma alla nostra classe politica manca il coraggio e la determinazione perché questo avvenga. “La politica ha paura perché in Italia non esiste più equilibrio tra i poteri e perché la magistratura difenderà fino alla morte questo squilibrio a suo vantaggio” afferma Crosetto, confidando all’intervistatore che “io stesso, rispondendo alle sue domande o dicendo le cose che dico pubblicamente, non sono sereno”.

Aldo Campiglio

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2 Commenti

  1. Chiarissimo, siamo talmente sudditi e schiavi di una dittatura comunista,che va da un politica serva e ipocrita ad una magistratura armata contro le nostre realtà industriali più evolute che…………mentre francesi e tedeschi difendono la propria industria pesante noi italiani continuiamo a darci martellate sul capo,un auto suicidio inspiegabile……. nel frattempo gentiloni stende il tappeto rosso al capetto macron,siamo veramente ridicoli, politici piddini burattini da strapazzo.

  2. ……………..TUTTI i paesi produttori di armi ”oliano” i paesi potenziali acquirenti….. TUTTI, NESSUNO ESCLUSO…non raccontiamoci belle favolette alla radicale..

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