Gambizzazione Adinolfi fu atto di terrorismo, aggravante per gli anarchici

L' ad di Ansaldo Nucleare Adinolfi

L’ ad di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi

Genova, 12 nov – Questa mattina il Gup di Genova ha riconosciuto l’aggravante di terrorismo per gli anarco-insurrezionalisti torinesi Cospito e Gai già condannati, con rito abbreviato, a dieci anni e otto mesi il primo e a nove anni e quattro mesi il secondo. Sono entrambi accusati d’aver ‘gambizzato’ il 7 maggio 2012 a Genova l’a.d. di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi.


Sposato, e con tre figli, Adinolfi si è laureato nel 1976 in Ingegneria nucleare al Politecnico di Milano è da subito ha iniziato la sua carriera in Ansaldo Nucleare -250 dipendenti- divenendone amministratore delegato nel 2007. A portare gli investigatori sulle tracce dei due anarchici numerose intercettazioni ricavate da una microspia piazzata nello studio di tatuaggi della moglie di Cospito, in cui si sentono chiaramente i due che parlano, prima e dopo, dell’attentato.

In una di queste Gai affermava: “Dovevamo mandare il messaggio da Milano!», la conversazione risale al 13 giugno scorso, quando ormai i tre temono di essere stati scoperti. “Come vengono, il pomeriggio non ci sto – dice Gai – pensa se trovavano quel pistolone! (la Tokarev usata nell’attentato, ndr)”. Gai aggiunge poi: «Io te lo dico: sì ho sparato ma non…». Queste intercettazioni hanno chiarito agli inquirenti la chiara intenzione dei due di fuggire all’estero.

Inoltre dalla rivendicazione si evince chiaramente che a mettere Adinolfi nel mirino degli anarchici sarebbe stato il suo impegno professionale nel settore nucleare italiano l’accusa infatti che gli atentatori avevano mosso era quella che l’a.d. di Ansaldo nucleare e Scajola erano ‘colpevoli’ di riportare il nucleare in Italia.

Alberto Palladino

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