Genova, 13 nov – Sabato, in occasione del convegno di CasaPound a Genova si era diffusa una notizia secondo la quale un esercente che ha un negozio poco distante da via delle Palme a Nervi, dove si trova l’hotel che ha ospitato il convegno, si sarebbe rifiutato di servire 40 porzioni di lasagne ai militanti del movimento giunti a Genova per assistere alla candidatura di Simone Di Stefano a premier e al taglio del nastro della sede numero 101 di CasaPound.

Peccato che la storia sia una bufala. O meglio, il gestore, un famoso anarchico della zona di nome Lorenzo Paolicelli, con braccio tatuato con la “A” cerchiata d’ordinanaza, si sarebbe veramente rifiutato di sfamare i militanti della tartaruga frecciata. Non solo: per l’occasione ha anche organizzato una promozione tutta politica, che prevedeva lo sconto di 1 euro per ogni porzione di lasagne per quanti si dichiaravano antifascisti. Se solo i militanti l’avessero chiamato. 

“Lasagna sì, ma non per CasaPound”, è uno dei tanti titoli usciti per commentare la notizia, già definita come “la protesta della lasagna”. “Io sono anarchico, non do da mangiare ai fascisti”, ha scritto su facebook il titolare di Lasagna d’Autore. Peccato che nessuno di loro, però, abbia mai pensato di telefonargli per ordinare le 40 porzioni di cui si sta discutendo. Il negoziante anarchico sostiene di aver ricevuto un ordine telefonico da militanti di CasaPound, e sostiene di aver inizialmente pensato a uno scherzo ma che poi si è dovuto ricredere. In realtà però la telefonata non è partita dalla direzione dell’hotel Astor, né tantomeno dagli organizzatori del convegno, bensì è stata fatta da un gruppo di colleghi dell’anarchico esercente, che hanno scelto di prendersi gioco di lui e delle sue bislacche idee politiche che non lo abbandonano nemmeno mentre è alle prese con ragù e besciamella.

Anna Pedri

 

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4 Commenti

  1. Qui tra le carbonare dell’Annunziata e le lasagne dell’anarchico l’antifascismo di oggi è diventato culinario..tra poco avremo il merluzzo antifa…

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