Anis AmriRoma, 29 dic – L’anno scorso, il Primato Nazionale eleggeva il suo “uomo dell’anno”: Salah Abdeslam, l’attentatore superstite della notte di sangue del Bataclan. Anche quest’anno non vogliamo essere da meno e ci sembra che lo spirito di questo 2016 possa essere raccontato da una figura simbolo: Anis Amri, l’attentatore di Berlino. Pensateci: il tunisino è l’incarnazione perfetta dello spirito del tempo. Arrivato nel 2012 in Italia con un barcone, a soli 18 anni, Amri è uno dei tanti “nuovi europei”, uno di quei poveri ragazzi “in fuga dalla guerra” (ma che guerra c’è in Tunisia?) che dobbiamo accogliere per dovere morale e per trasformarci finalmente in una società multirazziale e multiculturale. Cosa che spesso non facciamo con la dovuta solerzia, scatenando le giuste rimostranze degli accolti.

È il caso di Anis, che si rende responsabile della devastazione del suo centro d’accoglienza. La Boldrini lo giustifica, non così le autorità italiane, che lo condannano a quattro anni di carcere e poi emettono un provvedimento di espulsione nei suoi confronti, che però non fu mai attuato. Testa calda lo era già, ma in carcere scopre anche l’estremismo islamico. Anche in questo, Anis si conferma avanguardia: la radicalizzazione in carcere è un’usanza piuttosto tipica della civile Europa. Uscito dal carcere, inizia una vita nomade in giro per l’Europa. Una sorta di Erasmus, in qualche modo. Del resto Berlino non è forse la capitale dei giovani creativi? Ed è proprio lì che l’uomo di stabilisce nel febbraio 2016. Nella capitale tedesca, Amri spaccia cocaina nel quartiere di Kreuzberg, un’area che da alcuni anni sta diventando centro della movida fighetta. Un vero self made man, con spiccata tendenza a muoversi nel mondo globalizzato.

Gira tutto il cuore dell’Europa che conta, Amri: era in contatto diretto con islamisti basati in territorio francese, dai quali nel mese di marzo scorso avrebbe cercato di procurarsi fucili mitragliatori di grosso calibro. Nello zaino aveva anche un cellulare con una scheda Sim olandese. Italia, Germania, Francia, Olanda: quanti europei hanno girato tutti questi stati nel giro di una manciata di mesi? Anche il video di rivendicazione dell’attentato, girato con smartphone e auricolari in giro per Berlino, dà l’idea di un giovane moderno, sveglio, a suo agio con le tecnologie (non a caso aveva vari profili facebook), intraprendente, capace. Un uomo multitasking, diciamo. La vera “avanguardia di uno stile di vita che presto sarà quello di tutti noi”, per dirla con la Boldrini.

Adriano Scianca

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4 Commenti

  1. Aggiungerei che come la maggior parte dei “richiedenti (o meglio pretendenti) asilo” è solo feccia della sinistra, merda straripante dalle teste semmai vuote dello zoccolo duro radical-chic che trovano realizzazione della loro anonima vita con ossessioni confuse e allucinate no-global, partigian-antifasciste-antinaziste, persone inutili ed anzi piuttosto fastidiose, il cui virus deleterio ha contagiato non solo ragazzi ed ormai anziani imbelli, ma anche giornalisti-istituzioni-politici-papi….

  2. Da tempo vado dicendo che il problema di questo Paese non sono tanto le teste di cazzo straniere che vengono da fuori ma quelle italiane che qui stanno da anni. Meditate gente….

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