Gli agricoltori difendono il “Made in Italy”

OLYMPUS DIGITAL CAMERABolzano, 4 dic – Migliaia di agricoltori e allevatori iscritti alla Coldiretti hanno bloccato, sin dalle prime ore del mattino, il valico del Brennero per difendere i comparti di appartenenza. I manifestanti stanno fermando i tir che attraversano il confine italo-austriaco per controllare la merce trasportata: una protesta atta a smascherare, a detta degli organizzatori, l’ingresso in Italia di tonnellate di merce di provenienza estera, lavorate in aziende nazionali e rivendute come prodotti di eccellenza “made in Italy”. Piuttosto espliciti e di impatto gli striscioni esposti, tra questi “615mila maiali in meno in Italia, grazie alle importazioni alla diossina dalla Germania”, “Fuori i nomi di chi fa i formaggi con caseine cagliate” e ancora “Una mozzarella su quattro è senza latte”.

 


I numeri snocciolati da Coldiretti sono a dir poco allarmanti e fanno riferimento a un’analisi condotta da Unioncamere; dal 2007 a oggi sono state chiuse oltre 136mila tra stalle e aziende agricole, a causa della crisi economica ma anche per colpa della concorrenza sleale dei prodotti di bassa qualità e costo importati, che rendono impossibile il mantenimento di elevati standard di qualità a prezzi di mercato a tutte le aziende italiane che continuano a lavorare e produrre con materie prime autoctone. La crisi del comparto agricolo ha portato alla perdita di 36mila posti di lavoro e ha ridotto in maniera drastica la produzione di prodotti alimentari. Coldiretti calcola che l’Italia oggi produce circa il 70% dei prodotti che consuma, colmando il divario restante con l’importazione di prodotti esteri scadenti, in particolare latte, carne, mais, soia e grano per pane e pasta. Secondo Roberto Moncalvo, presidente nazionale dell’associazione, il danno provocato da questa situazione non si ripercuote solo sull’economia nazionale, ma crea problemi legati all’ambiente e alla salute, preoccupazioni confermate, purtroppo, dall’evidente crescita di intolleranze e allergie legate proprio al consumo di latticini e cereali.

 

Francesco Pezzuto

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