Guido Barilla: non si è ancora concluso il percorso di rieducazione

Gay: G. Barilla,ho da imparare su evolversi famigliaParma, 12 ott – “Non ho nulla contro i gay, anzi sono anche favorevole al matrimonio omosessuale. Preferisco però che nei miei spot sia raffigurata la famiglia tradizionale”. Dopo questo terribile affronto al tempio della politically correctness da parte di Guido Barilla, presidente dell’omonima multinazionale alimentare, molte prove sono state richieste all’industriale emiliano per dimostrare di poter essere perdonato e riabilitato.

In principio furono le scuse. Troppo poco però, e del resto in Italia si scusano tutti. E’ seguito allora uno spot rivolto a tutti gli utenti Facebook, prodotto in due lingue, nel quale Barilla spiega con faccia contrita e sguardo rivolto verso il basso quanto sia mortificato per le terribili parole pronunciate a “La zanzara”.

Poteva pensare di cavarsela così? Certamente no. E’ stato quindi organizzato un incontro a Bologna con il presidente dell’Arcigay, quella dell’Arcilesbica, il sempre presente Grillini, la responsabile delle famiglie Arcobaleno, e varie altre figure chiave dell’offesissimo mondo LGBT.

Concluso l’incontro gli è stato sostanzialmente detto, come nei più fantozziani colloqui di lavoro: “Grazie, le faremo sapere”. Mentre stava per uscire gli è stato precisato che, in ogni caso, il candidato alla riabilitazione avrebbe dovuto portare delle prove tangibili del suo recupero al mondo dei buoni.

Ecco quindi l’ultima, ma solo per ora, prova da presentare alla commissione esaminatrice: una serie di proposte concrete, in tempi certi (sempre meglio precisare) per dimostrare il proprio sincero pentimento ed emendare l’altrimenti imperdonabile comportamento. Quali siano queste proposte ancora non è dato saperlo: certamente i creativi della Barilla saranno al lavoro notte e giorno per escogitare efficaci forme di riparazione dell’offesa arrecata.

Queste “proposte concrete” dovranno poi essere oggetto, manco a dirlo, di un successivo incontro, e relativa valutazione. Basteranno ad ottenere finalmente il perdono? Non è dato saperlo. Forse sarà necessario un conclusivo campo di rieducazione di maoista memoria. Magari con la supervisione di Vladimir Luxuria.

Cristiano Coccanari


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