profughi (1)Bergamo, 11 lug – Le famiglie italiane finite in mezzo a una strada per la crisi? Si attacchino. I costruttori, in compenso, hanno occhi solo per gli immigrati (sarà forse perché il settore dell’edilizia è quello più interessato dal caporalato e dall’uso indiscriminato di manodopera straniera priva di garanzie e diritti?).

Lo smacco arriva dalla sede bergamasca dell’Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili: il presidente, Ottorino Bettineschi, ha scritto una lettera agli associati proponendo di mettere a disposizione dei rifugiati parte del (numeroso) patrimonio immobiliare invenduto sul territorio.

“Il contratto di locazione – spiega – verrebbe stipulato con la Caritas, con affitto mensile di circa 300 euro a persona. Sono ovviamente da verificare numerosi altri problemi, quali ad esempio la durata del contratto e il pagamento delle utenze”.

Un’iniziativa che bypasserebbe le iniziative dei molti sindaci della zona che stanno cercando di evitare l’invasione dei loro territori ma che nulla potrebbero contro iniziative dei privati.

Giuliano Lebelli

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