11640510_10206088210596653_935475084_oRoma, 20 giu – La Capitale si conferma ancora feudo indiscusso degli attivisti pro-Assad, che – in circa centocinquanta – si sono dati appuntamento giovedì mattina a piazza Montecitorio per denunciare “quattro anni di terrorismo internazionale, quattro anni di bugie mediatiche e quattro anni di resistenza popolare”.

Dal 15 marzo del 2011, data dell’inizio delle ostilità in Siria, “si è mossa una macchina da guerra, progettata a tavolino per destabilizzare una nazione scomoda come la Repubblica Araba di Siria”, importante tassello strategico per chi mira al controllo egemonico dell’intero Medio Oriente. Il costo di questa sporca operazione di destabilizzazione, solo in termini di vite umane è di circa 215 mila vittime, di cui più di 66 mila quelle civili. Di estrema gravità anche il consequenziale dilagare emorragico del terrorismo internazionale che, da copertura dei principali paesi occidentali e foraggiato da Turchia, Arabia Saudita, Qatar, oggi è diventato una minaccia globale.

“Quella che colpisce la Siria non è una manifestazione di popolo contro un regime autoritario, non è una rivolta di piazza per la richiesta di un governo più democratico” bensì “un attacco ingiusto, per non dire ignobile, nei confronti di una Nazione che fa della laicità, del rispetto e della convivenza interreligiosa ed interetnica i punti fondanti della costituzione e della propria storia millenaria”. Per queste ragioni Il Fronte Europeo di Solidarietà per la Siria, insieme alla Comunità siriana, chiede “che il governo italiano riprenda i rapporti con la Siria, con la nazione che, allo strenuo delle proprie forze combatte contro le barbarie, contro l’inciviltà e contro la soppressione delle libertà e della sovranità nazionale, ed anche che l’Italia riprenda i rapporti con il legittimo governo del Presidente Bashar Al Assad, baluardo di tutti gli uomini liberi”.

Elena Barlozzari

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