sicurezza-informatica-il-governo-firma-il-decreto-per-la-cyber-sicurezza-638x425Roma,07 dic. – I continui attacchi informatici, che hanno interessato diversi settori del “Made in Italy”negli ultimi mesi, non lasciano spazio ad alcun dubbio: occorre intervenire immediatamente definendo un Piano nazionale per la sicurezza cibernetica, oppure i danni saranno irreparabili.

Recentemente infatti sono finiti nel mirino dello spionaggio e del cyber-terrorismo diverse società ed enti del settore aerospaziale, come Alenia Aermacchi, l’Agenzia spaziale italiana e quella europea. A queste si aggiungono anche aziende, enti e Pmi del settore fotovoltaico (attacco che, in questo caso, coinvolge anche la Germania).

Secondo quanto rivelato dai servizi italiani l’attacco è, per l’ennesima volta, di origine cinese. In passato, la Cina è già stata sconvolta in scandali simili: ricordiamo, ad esempio, le malcelate accuse da parte di Washington per i dati sensibili “trapelati” sull’F35 nonché i diversi velivoli “clone” che puntualmente assomigliano, in modo impressionate, ad altri aeromobili in produzione o in via di sviluppo.

Sarebbe proprio l’origine degli attacchi a sollevare l’allarme. E’ noto agli esperti che i cinesi preferiscano, ad attacchi di tipo massivo, una strategia di affinamento progressivo che si basa sulle debolezze strutturali del sistema attaccato, sfruttando bachi del sistema o, più semplicemente, imprudenze e negligenze da parte del personale interessato.

La velocità di evoluzione dell’informatica comporta una notevole difficoltà a sviluppare metodi di contenimento in quanto ogni soluzione trovata diventa rapidamente obsoleta. Questo porta anche ad un elevato costo ed invasività dei sistemi di difesa che si rendono però necessari. Ma, come dicevamo, non basta lavorare sul piano tecnologico ma anche, e soprattutto, sull’educazione del personale impattato e sulla definizione di politiche di sicurezza precise da applicare ai dipendenti.

La sicurezza informatica è un problema che sta emergendo sempre più, conquistando spesso gli onor di cronaca e l’interesse di esperti e commissioni. La stringente congiuntura economica, la delicata situazione geopolitica e, più semplicemente, il buon senso, impongono che l’Italia non perda tempo per difendere il suo patrimonio da questo tipo di attacchi.

 

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