papa gesù migrantiRoma, 11 lug – Se l’immigrazione è un fenomeno politico, allora la politica deve fare le sue scelte e prendere le sue decisioni. Ma se l’immigrato è addirittura… Gesù, come regolarsi? Non lo si può cacciare, volete forse cacciare il figlio di Dio? Ma non si può neanche porre dei limiti alla sua presenza qui, o vincolarne la venuta a determinate condizioni: suvvia, chi si metterebbe a snocciolare l’elenco dei diritti e dei doveri al Cristo, a parte Pilato? Ed ecco, quindi, come Papa Francesco ha risolto la questione dell’immigrazione: non più limitandosi a generici appelli all’umana capacità di accoglienza, ma identificando tout court il migrante e Gesù Cristo. E di fronte al Signore, si sa, c’è un unico atteggiamento valido: aprire il proprio cuore. E le proprie porte. Durante l’Angelus di ieri, Bergoglio si è lasciato andare a una vera e propria teologia dell’immigrazionismo.

Demolendo, per prima cosa, la pietra angolare di ogni società conosciuta nella storia (tranne la nostra): il fatto, cioè, che una comunità debba occuparsi prima dei suoi membri e poi degli altri. “Chi è il mio prossimo? Chi devo amare come me stesso? I miei parenti, i miei amici, i miei connazionali, quelli della mia stessa religione?”, ha chiesto retoricamente il Papa. La risposta è ovviamente negativa: “Non devo catalogare gli altri – ha detto Francesco – per decidere chi è il mio prossimo e chi non lo è. Dipende da me essere o non essere il prossimo delle persone che hanno bisogno del mio aiuto. Fatti prossimo del fratello e della sorella che vedi in difficoltà”. E, citando ancora la parabola del buon Samaritano, ha detto ancora: “Queste domande è bene farcele spesso, perché alla fine saremo giudicati sulle opere di misericordia; il Signore potrà dirci: ‘Ti ricordi quella volta, sulla strada da Gerusalemme a Gerico? Quell’uomo mezzo morto ero io. Quel migrante che volevano cacciare via ero io. Quel nonno abbandonato ero io. Quel malato che nessuno va a trovare in ospedale ero io'”.

Roberto Derta

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9 Commenti

  1. Bergoglio deve andare oltre, faccia i nomi dei responsabili delle miserie del terzo mondo e non solo,lui li conosce bene tramite lo IOR ed allora il problema del prossimo tuo sarà risolto alla radice.

  2. Chi se ne frega del papa, dei preti e dell’ideologia cattolica/cattocomunista; chi se ne frega delle religioni “abramitiche”. Gli antichi Dei si stanno risvegliando, abbiate fede.

  3. È lì che casca l’asino: quando si tratta di fare i nomi di coloro che portano guerre, finanziano terroristi, spacciano droga, promuovono l’ideologia gender e le famiglie moderne dello stesso sesso, trafficano organi umani, scacciano indigeni dal proprio territorio per erigere lo stato promesso da chissà quale dio il pontefice dei cristiani incredibilmente rimpicciolisce per timore di offendere qualcuno, al contrario di come fece Cristo (di cui lui si professa primo seguace). Egli infatti non si risparmiò di accusare i farisei dicendo: ” guai a voi, farisei, ipocriti, etc..”
    Piano piano stanno trasformando questa religione in un vademecum per moribondi e debosciati.

  4. Grazie a Dio sono Ateo.
    Il Papa non può fare quei nomi dal momento che intasca i bei soldoni. Non a caso da quando ha sostituito il tedesco… sono spariti i preti pedofili, ma in compenso la chiesa cattolica ha spalancato le “proprie” porte (anche se sarebbe più corretto dire le nostre) ai froci. Fino a ieri era reato (per i cattolici) usare il preservativo perché dall’unione dell’uomo e della donna doveva sempre nascere la vita.
    Francesco ti do ‘sta dritta… IL C..O NON FA FIGLI!!! Tranne in certe occasioni, ma queste sono altre questioni.

  5. “sono spariti i preti pedofili”…Paolo Insanity l’hai spartata grossa…all’apparenza e frutto di OMERTA’ più ferrea e conclamata…non è che da oggi al domani si può stoppare una piaga che nella CHIESA dura da secoli… Un bambino che subisca violenze sessuali dovrà affrontare conseguenze che possono essere devastanti e di lunga durata. Quando un giovane subisce un abuso, lo shock psicologico è così grande che il Sé normale non è in grado di assorbire o comprendere ciò che gli sta accadendo. Anche a causa di possibili danni al funzionamento cerebrale[41], le vittime di abuso sessuale spesso esibiscono comportamenti autodistruttivi. I superstiti delle violenze hanno anche una probabilità due o tre volte superiore, rispetto agli adulti che non hanno una storia di abuso, di compiere almeno un tentativo di suicidio nel corso della vita. Le vittime possono presentare inoltre sintomi quali dissociazione, depressione e isolamento.[42]
    https://goo.gl/PZvtOF
    …partendo dall’assunto che gli istinti sesuali (specialmente quelli deviati) sono irreferenabili) non si vede come questi pervertiti possano essere se non in moìinima parte recuperabili…
    però…disonore al demerito,…Secondo lo psicoanalista Richard B. Gartner[45], i preti non detengono certo il monopolio dell’abuso sessuale: «Ho conosciuto vittime di abusi perpetrati da familiari, insegnanti, allenatori, capi scout, baby-sitter, vicini e medici, per non citare gli esponenti del clero non cattolico. Tuttavia, gli abusi commessi dai preti hanno implicazioni particolari per le loro vittime».[46]

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