Immigrazione: ma Frontex a che ci serve?

frontexRoma, 18 ago – Se, a causa della crisi incessante, gli Italiani si sono spostati sempre di meno per le loro vacanze estive, lo stesso non si può di certo dire per i movimenti migratori che, anzi, continuano ad intensificarsi costringendo la nostra Marina Militare ad improvvisarsi, ancora una volta, traghettatrice d’eccellenza dal sud del Mediterraneo sino alle coste del Bel Paese come per agevolare quello che è il duro e illegale lavoro dello scafista.

Come ormai ben sappiamo l’imponente Operazione Mare Nostrum sottrae dalle dilaniate casse del nostro erario circa 9 milioni di euro al mese. Il risultato? Per farla breve gli sbarchi, venendo agevolati, aumentano e i costi, di conseguenza, continuano a salire come le disperate vittime causate da questo folle e irresponsabile sistema.

Nel frattempo alcuni membri del nostro governo soffrono delle solite perdite di memoria: alcuni degli stessi fautori di Mare Nostrum si riscoprono polemici sulla questione e attaccano la loro stessa creatura, riscoprendo difetti che fino a qualche mese fa erano innalzati a punti di forza dell’intera Operazione.

Perfino lo sveglio e sempre pimpante Angelino Alfano, nostro ministro dell’Interno, primo promotore dell’Operazione e quindi responsabile di questo disastro, si è ritrovato, durante una conferenza stampa in un caldo 15 Agosto, a richiedere l’intervento dell’Europa sulla questione migratoria e a sottolineare la totale inutilità delle misure fino a questo momento adottate per contenere le vittime causate dall’invasione. Buongiorno Angelino.


In ultima battuta il ministro ha richiesto l’intervento di Frontex. Pasticca per risolvere i suoi problemi di emicrania? No, affatto. Frontex è l’istituzione europea fantasma il cui compito è quello di coordinare ed aiutare il pattugliamento – soprattutto con propri mezzi – degli esterni confini aerei, marittimi e terrestri dell’Europa.

Ma andiamo a scoprire nel dettaglio di che tipo di entità stiamo parlando.

Questa istituzione nasce nel lontano 2005 e la prima assurda anomalia la possiamo trovare nella dislocazione della sua sede. Infatti il quartier generale di Frontex è in Polonia, precisamente a Varsavia, nazione che si affaccia a nord sul Mar Baltico e confina con Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ucraina, Bielorussia, Lituania e Russia quindi non esattamente un luogo vittima di grandi migrazioni in entrata.

Dal 2008 Frontex, inoltre, dispone di 31 milioni di euro per il pattugliamento del solo Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico e, dall’Agosto del 2013, di 26 elicotteri, 22 aerei e 113 navi ed attrezzatura radar.

Frontex, nel sud del Mediterraneo, non è pervenuta fino a questo momento.

Viene da chiedersi dove siano nascoste queste risorse che, come al solito, siamo noi a pagare ma soprattutto se sia ben chiaro all’Europa il quadro disperato che sta vivendo il nostro paese bravo, oramai, solo nell’esportare disoccupati e importare schiavi a basso costo.

Mirko de Martini

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