NovartisRoma 9 giu – La Guardia di finanza ha perquisito venerdì scorso la sede dell’AIFA, l’Agenzia italiana del farmaco: è solo l’ultimo capitolo dello scandalo che ha coinvolto le multinazionali Roche e Novartis, accusate di aver alterato il mercato di due farmaci per uso oftalmico.

Si tratta dell’Avastin prodotto dalla Novartis e del Lucentis prodotto dalla Roche, due farmaci molto simili fra loro – anzi, “uguali” secondoil Consiglio superiore della Sanità – ma dal prezzo enormemente diverso: 81 euro il primo, circa 900 euro il secondo.

Per l’Autorità garante della concorrenza, dopo un anno di indagini, le due multinazionali svizzere: “Si sono accordate illecitamente per ostacolare la diffusione dell’uso di un farmaco molto economico, Avastin, nella cura della più diffusa patologia della vista tra gli anziani e di altre gravi malattie oculistiche, a vantaggio di un prodotto molto più costoso, Lucentis, differenziando artificiosamente i due prodotti.”

Roche e Novartis, in teoria concorrenti, avrebbero stretto un patto grazie a partecipazioni incrociate, così che Roche ha acconsentito a boicottare il proprio farmaco a vantaggio del concorrente: «Roche – sostiene l’Autority – ha interesse ad aumentare le vendite di Lucentis perché attraverso la sua controllata Genentech, che ha sviluppato entrambi i farmaci, ottiene su di esse rilevanti royalties da Novartis. Quest’ultima, dal canto suo, oltre a guadagnare dall’incremento delle vendite di Lucentis, detiene una rilevante partecipazione in Roche, superiore al 30%».

Finta concorrenza, mercato alterato, sistema sanitario nazionale truffato. Così oltre alla condanna dell’Autority (180 milioni di euro di sanzioni) è arrivata la richiesta di risarcimento del Ministero della salute: 1,2 miliardi di euro.
Le procure di Torino e Roma sono alla caccia di ulteriori prove a sostegno della accuse per ora formulate: aggiotaggio semplice, truffa allo Stato, disastro doloso. Si è arrivati così all’accesso della Guardia di finanza presso l’Agenzia del farmaco, dove al momento non risultano indagati. Si cerca in particolare di ricostruire la trattativa tra l’AIFA e le società farmaceutiche per la definizione del prezzo di Avastin e Lucentis, avvenuta a partire dal 2009, e le modalità per le quali il farmaco più economico sia stato escluso dall’AIFA dai farmaci rimborsabili.

Si ipotizza che i colossi farmaceutici abbiano manipolato la trattativa attraverso varie manovre, comprese indagini ‘scientifiche’ finanziate dalle stesse Roche e Novartis. Lo scopo è stato di far apparire i due farmaci diversi e contrastare gli studi indipendenti che invece ne affermavano l’identità, alterando così le procedure di determinazione dei prezzi.

Simone Pellico

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