534324_10153387769480322_1538837889_n-705x300Mosca, 2 nov – Questa foto a molti non dice nulla. Al contrario invece dovrebbe far pensare molto coloro i quali sono chiamati a rappresentare l’Italia nel mondo dello sport. L’organo chiamato a dirigere e ad occuparsi di questo importante aspetto, con una funzione fondamentale nello sviluppo e nella crescita delle varie discipline nazionali è appunto il Coni. Quest’ultimo dovrebbe fungere da ente di promozione e di difesa dei valori sportivi, dando impulso alle varie federazioni cercando di stimolare quelle attività di maggiore diffusione nel nostro paese.

Evidentemente stiamo parlando di un modus operandi che, come sempre accade in Italia, non viene nemmeno lontanamente rispettato in quanto surclassato dalle solite molteplici logiche politiche e di spartizione di potere. Perciò può pure accadere che una rappresentanza italiana partecipi agli “Sport Accords World Games” di San Pietroburgo, le Olimpiadi degli sport da combattimento, patrocinati dal Cio dove sono presenti oltre 150 nazioni, senza che venga data alcun risalto o sostegno a questo evento da parte di giornali o istituzioni.

Può accadere inoltre che un italiano di nome Emidio Barone, facente parte della nazionale federale Fimt, riporti nella Muay Thai la conquista della medaglia d’argento nella categoria 91 kg battendo per ko nei primi due match atleti blasonati dell’Olanda e della Turchia fino a perdere in finale contro un atleta russo che possiamo vedere nella foto sulla sinistra accanto a Vladimir Putin. Il Presidente russo non ha esitato a dare il suo appoggio mediatico e la sua partecipazione fisica ad un evento del genere presente nel suo paese dimostrando sia attaccamento ai propri colori nazionali sia interesse per lo sport in generale e per quello da combattimento in particolare. Non scordiamoci che lo stesso Putin è un praticante ed appassionato di judo. Ma il punto e le considerazioni da fare sono altre.

Se la più alta carica dello Stato va a rendere onore a due suoi atleti vincitori delle Olimpiadi di arti marziali, nella disciplina della Muay Thai in questo caso, vuol dire che esiste un interesse e una volontà di far crescere il mondo dello sport nazionale a 360 gradi senza escludere nessuno e senza avere preferenze dettate da interessi extra sportivi o al di fuori dell’orgoglio nazionale. Per la cronaca l’altro combattente alla destra della foto è il fortissimo Levin già campione mondiale ed europeo di Muay Thai ormai passato al professionismo ma che da contratto e rispettando un sano principio di devozione patriottica, continua a partecipare ad eventi internazionali amatoriali per difendere i colori nazionali.

Insomma, è una foto che fa male, come ci ha detto lo stesso direttore tecnico della nazionale Muay Thai Mauro Bassetti. “Ci sarebbe da vergognarsi in Italia dal momento che non abbiamo ricevuto nemmeno due righe su qualche giornale o su qualsiasi altro organo d’informazione a parte sui nostri siti internet federali o di settore. E’ un atteggiamento che ci lascia con l’amaro in bocca. Nessuna autorità o rappresentanza istituzionale e sportiva ci ha chiamato per ringraziarci di aver difeso il nome dell’Italia nella Muay Thai in un evento di carattere mondiale e dello splendido risultato ottenuto dai nostri combattenti che ci ha permesso di essere la settima nazione al mondo. Da anni facciamo sacrifici senza ricevere contributi da nessuno ma auto tassandoci e contando solo sull’aiuto di qualche sponsor amico o dei genitori degli atleti stessi”.

Tra l’altro gli unici contributi economici che il Coni fornisce sono indirizzati ad un’altra federazione che conta molti meno iscritti e  senza gli stessi riconoscimenti internazionali della Fimt. Da anni infatti la Federazione Italiana Muay Thai aspetta il riconoscimento da parte del Coni nonostante in Italia e nel mondo riesca a rappresentare al meglio questo sport. Parole amare e tristi che colpiscono gli amanti di questi sport i cui praticanti raggiungono varie migliaia di unità nonostante l’inesistente promozione e sostegno dato a questo tipo di discipline. Basti pensare alla trascuratezza in cui vengono lasciati tanti altri sport di grande tradizione che hanno fatto la storia dell’Italia, come il pugilato e la lotta. Anche qui mancano finanziamenti e incentivi ma soprattutto educazione sportiva.

“Ci troviamo di fronte a un muro di gomma” continua il maestro Bassetti “a logiche politiche che non riusciamo a scardinare nonostante tutto quello che vogliamo sia solo la crescita e lo sviluppo di questo sport. Invece siamo stati abbandonati in tutto. Esempio lampante è stata l’organizzazione dei campionati europei di Muay Thai Ifma  in Italia nel 2010 quando ci hanno chiuso tutte le porte in faccia per motivi politici e da Roma abbiamo dovuto ripiegare per una località minore a nostre spese. Ma noi siamo dei sognatori e non ci arrendiamo. Ci piace pensare che un giorno la Muay thai e gli altri sport considerati minori, anche se praticati da migliaia di atleti, possano ricevere la giusta e meritata visibilità”. E intanto Putin festeggia con i suoi campioni. Non possiamo che, con un po’ d’invidia, dargli ragione.

Francesco Amato

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