Milano, 19 mag. – 20 anni, mamma italiana e padre tunisino, precedenti penali per droga, e da qualche tempo sotto osservazione per il rischio radicalizzazione. È questo il profilo di Ismail Tommaso Ben Yousef Hosni, che ieri sera ha accoltellato due militari e un agente della Polfer alla stazione centrale di Milano, nell’ambito di quello che doveva essere un normale controllo.

Per lui la stazione era la sua seconda casa, dal momento che lo si trovava quasi sempre lì, anche se ufficialmente viveva ancora con la famiglia. E proprio la sua famiglia è tra quelle definite problematiche: entrambi i genitori hanno precedenti penali. Il padre per stupro, danneggiamenti, furto e ricettazione. La madre dal 1999 al 2006 è stata in carcere per violenza privata, maltrattamenti e atti sessuali con minori. Vivevano in un quartiere periferico di Milano dopo essersi trasferiti dalla Puglia nel 2015, dove la madre era nata.

Tommaso Ben Yousef Hosni non era un terrorista conclamato, dato che l’uomo non rientrava egli elenchi dell’Antiterorrismo, e pare non avesse alcun legame con gli ambienti dell’estremismo islamico. Anche la pista del terrorismo non è prioritaria tra gli inquirenti che indagano sull’accoltellamento. Chi tra i militari pattugliava la stazione conosceva l’italo-tunisino, e aveva notato che da un po’ di tempo aveva iniziato ad avere atteggiamenti sospetti. Prima di tutto si era fatto crescere la barba. La felpa nera con il cappuccio in testa, la lunga barba incolta e soprattutto una mano sempre nascosta sotto alla felpa, come a nascondere qualcosa, hanno insospettito anche gli agenti che stavano pattugliando la zona del piano ammezzato della stazione.

Così gli hanno chiesto i documenti, nonostante fosse un tipo conosciuto per via dello spaccio. All’italo-tunisino la mossa dei pattugliatori della stazione non è piaciuta, l’ha innervosito. E anziché estrarre i documenti ha estratto un coltello da cucina e ha colpito i militari e l’agente della Polfer. Il primo molto vicino alla giugulare, l’altro al braccio. Il terzo di striscio. L’uomo è stato arrestato, per l’ennesima volta, e gli agenti sono finiti in ospedale.

Intanto domani a Milano si svolgerà la marcia per l’accoglienza degli immigrati, chiamata “20 maggio senza muri”, sulla scia di una manifestazione simile svoltasi a Barcellona a febbraio a cui hanno partecipato 150mila persone. Vi aderiscono, tra gli altri, ANPI, Slow Food, Legambiente, Arci ed Emergency. Il sindaco Beppe Sala sarà in prima fila, con la fascia tricolore.

 

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1 commento

  1. che sfortuna a vivere in Italia la madre di questo “migrante” già condannata per atti sessuali con minori.

    se fosse andata in Francia invece,adesso potrebbe accompagnare il neopresidente con l’invidiabile ruolo di Première Dame…

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