Roma, 7 dic – Le cause della sua morte non sono ancora state accertate dai medici, ma nessuno tra i conoscenti e soprattutto tra i famigliari mette in dubbio che August Ames (pseudonimo di Mercedes Grabowski), pornostar di 23 anni, si sia suicidata. La ragazza canadese è stata trovata morta martedì scorso nella sua casa di Camarillo, in California.

Protagonista di quasi 300 film hard, la pornostar di origini polacche fu premiata nel 2015 come migliore nuova attrice agli Avn Awards, poi vinti nel 2017. Lo scorso 3 dicembre l’attrice dichiarò di aver rifiutato di girare un film insieme a un attore che aveva lavorato nel porno gay, ricevendo in risposta diversi insulti soprattutto sui social network e accuse di omofobia.

La Ames temeva di poter contrarre l’HIV: “Non metto in pericolo il mio corpo – avrebbe dichiarato in un tweet – non so cosa fanno nella loro vita privata”. L’attrice aveva poi specificato: “Non sono omofoba. Ci sono tante ragazze che non girano scene simili per tutelare la loro salute”. Precisazioni che però le sono valse soltanto altri insulti sul web e non solo. “Il bullismo all’interno dell’industria si è portato via un’altra vita”, ha dichiarato Madison Missina, star del cinema a luci rosse australiano.

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4 Commenti

  1. Io sono omofobo, la maggior parte della gente è omofoba, prima o poi anche questa storia dei finocchi che sono intoccabili passerà.

  2. R.I.P. le sue scelte di vita e la sua professione non la mettevano al riparo da malattie veneree, ma credo sia pur giusto scegliere per una attrice porno se copulare con un etero o con un attore gay o bisex, che per le caratteristiche innaturali del rapporto anale espone ad elevati rischi.

  3. E se si rifiutava di girare film pornografici interracial con attori negri, minimo l’avrebbero accusata di razzismo. Detto ciò è la pornografia nel suo complesso che è una grande schifezza da proibire, perché altro non è che un insieme di volgarità, violenza e perversione, che nulla ha a che vedere con la sana sessualità.

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