sindacodiColoniaColonia, 6 gen – La Germania è sotto choc dopo gli stupri di massa che hanno investito Colonia e altre città la notte di Capodanno. Ma nonostante gli avvenimenti gravissimi, i media e la classe politica tedesca continuano ad ignorare un piccolo dettaglio: che a compiere le violenze sono stati circa mille possibili rifugiati, richiedenti asilo, sostanzialmente immigrati nordafricani. Nel paese oggi leader del buonismo e della tolleranza, non si vuole affrontare la situazione. Lo dimostrano le parole incredibili che il sindaco di Colonia, Henriette Reker, ha pronunciato in conferenza stampa: “Le donne devono adottare un codice di comportamento per prevenire futuri attacchi“. Non una sola parola sul fatto che mille nordafricani si sono impossessati della stazione la notte di San Silvestro dandosi al saccheggio e allo stupro, fatto che dovrebbe indurre un minimo di repressione oltre alla revisione delle proprie politiche in materia di accoglienza.

E invece no, l’infinito e “tafazziano” senso di colpa tedesco interviene anche questa volta e così invece di punire i colpevoli, per paura di passare come razzisti, il sindaco dice alle donne di cambiare il proprio comportamento seguendo indicazioni come “tenere ad un braccio di distanza gli sconosciuti” o “girare in gruppi con un “bastone””, ma non per darlo in testa ai possibili stupratori (cosa che sarebbe comunque difficile da fare per una donna accerchiata da una quindicina di magrebini arrapati), ma “utilizzarlo per attirare l’attenzione dei passanti o per informare la polizia che si è vittime di un assalto“. Fondamentalmente una sorta di salva vita Beghelli. Della serie se ti stanno picchiando e stuprando in dieci, premi questo pulsante. Un atteggiamento suicida, di cui la Germania non sembra proprio in grado di liberarsi. Anche se, oltre la cortina del politicamente corretto, una parte minoritaria di opinione pubblica inizia ad incazzarsi. E sarebbe anche ora.

Davide Di Stefano

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