La Toscana vuole diagnosticare la “disforia di genere” nei bambini

disforiaFirenze, 25 ott – Il reparto di Medicina della sessualità e andrologia dell’ospedale di Careggi ha richiesto il via libera alla Regione Toscana di poter diagnosticare la “disforia di genere” nei bambini. La disforia di genere è un disturbo che causa un forte senso di identificazione nel sesso opposto a quello biologico, secondo alcuni medici i primi sintomi potrebbero presentarsi sin dall’infanzia.

Ilreparto ha richiesto al Consiglio sanitario regionale la possibilità di poter effettuare una diagnosi precoce del disturbo dell’identità, usualmente diagnosticato in adolescenza, potendo così bloccare la “pubertà inadeguata”.

Il professore Mario Maggi, direttore del reparto ha affermato: “Al momento questa diagnosi può essere fatta solo in età maggiore, nonostante il disturbo si manifesti già in età infantile”, ha poi aggiunto:Ci sono farmaci che bloccano la pubertà precoce, noi abbiamo chiesto l’autorizzazione ad estenderli sulla pubertà ‘inadeguata’. In questo modo possiamo indirizzare la pubertà verso il sesso a cui il paziente si sente davvero di appartenere”.

L’Ospedale di Careggi sarebbe il primo centro dell’Europa meridionale ad effettuare la diagnosi. Questa eventualità ha sollevato dei dubbi e perplessità nella comunità scientifica.

Gli specialisti hanno dibattuto, all’interno del convegno «Rete toscana per l’accoglienza e l’assistenza alla disforia di genere», sulle possibilità di un intervento medico riguardo un disturbo che non potrebbe persistere in età adulta. Questa pratica medica fu oggetto di dure critiche negli anni ’60, quando John Money, psicologo e sessuologo neozelandese, sperimentò la riassegnazione dell’identità sessuale su di un bambino che in seguito alla terapia ebbe problemi psicologi e in età adulta lo portò al suicidio. L’esperimento decretò scientificamente il fallimento della teoria interazionista del dottor Money, nonostante ciò le tesi del sessuologo vengono ancora considerate un punto di riferimento in campo medico come purtroppo confermato in questo caso.


Guido Bruno

 

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