ObelixLecce, 11 gen – Gerard Depardieu è nato a Chateauroux, in Francia, ha vissuto a Nechin, in Belgio, paga le tasse a Mosca, Russia, e pretende di dettar le regole a Lecce, Italia. La nostra nazione è l’anello debole non solo nelle delicate vicende legali e geopolitiche, ma anche nelle piccole beghe di personaggi pittoreschi. Depardieu è un apolide, o cittadino del mondo come molti amano definirsi, ma nel corso di una vita intrisa di eccessi e provocazioni, come orinare nel corridoio di un aereo poiché la hostess, da regolamento, aveva impedito l’apertura della toilette in fase di decollo, ha deciso di ergersi a censore e maestro di buone maniere proprio nella città salentina. La cronaca racconta che la notte di Natale l’attore francese non abbia gradito i prolungati festeggiamenti nella birreria sotto casa, pensando bene di riportare la quiete riversando secchiate di acqua sugli avventori del locale. L’episodio in sé ha i connotati del gesto goliardico, una disputa tra vicini che avrebbe reso Depardieu leccese tra i leccesi, cementando il rapporto con la città più di un autografo o una foto con dedica. Se non fosse che il novello Obelix ha deciso di sproloquiare contro l’intera città, “magnifica ma chiassosa e incivile” a suo dire, definendola sotto questo aspetto “peggio di Napoli”, sottintendendo un minimo comun denominatore dell’inciviltà meridionale.

 

Fermo restando che la movida leccese andrebbe regolamentata, fa specie che l’amministrazione si sia immediatamente mobilitata per le lamentele dell’attore, annunciando provvedimenti e incassando le offese ai cittadini senza batter ciglio.

Paolo Perrone, sindaco di Lecce
Paolo Perrone, sindaco di Lecce

A difesa di Depardieu sono intervenuti l’assessore alle politiche ambientali, Andrea Guido, e il sindaco Paolo Perrone, primo cittadino e “top beggione”, il nuovo status che imperversa all’ombra del barocco e che identifica i leccesi giovani, belli e rampanti. Perrone ha provveduto a contattare personalmente la compagna dell’attore francese, preoccupato di perdere un ospite di tal portata, a maggior ragione ora che Lecce è candidata a rappresentare la Capitale europea della cultura per il 2019. Non sappiamo quanto opportuna e prolifica possa essere la rincorsa del sindaco, ma lui è stato eletto, con ampia maggioranza, e ha il dovere di agire come meglio crede. In fondo un po’ di silenzio, al furioso Depardieu, farebbe effettivamente bene. Potrebbe approfittarne per fare una passeggiata all’alba, quando la città è pervasa da una luce così limpida da dare un senso anche ai film di Ozpetek, potrebbe camminare lentamente fra quei vicoli che dice di amare così tanto, osservare i palazzi, i balconi intarsiati, le statue; potrebbe godere di quel “carnevale di pietra” come lo definì Vittorio Bodini, e in tutto quel silenzio ascoltare, finalmente, la voce della pietra leccese che gli sussurra “Gerard, Lecce è città di arte, se ne fotte di chi arriva e di chi parte”.

 

Francesco Pezzuto

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