nytimesNew York, 24 mar – L’Italia spezza il cuore. A tutti, non solo a chi in questa Nazione ci vive e ancora, malgrado tutto, la ama. L’Italia, e le sue condizioni socio economiche, fanno dolere il mondo intero. A testimoniare come questa terra sia da un po’ nel cuore di tutti. A raccontarci qual è la percezione che si ha all’estero dell’Italia è Frank Bruni, corrispondente del New York Times, che nei giorni scorsi ha scritto uno schematico quanto efficace articolo in cui delinea dolorosamente bene quale sia la situazione odierna.

Coppie di quarantenni di successo che colgono al volo la possibilità di trasferirsi a Londra, spaventati dalle possibilità di lavoro inesistenti per i loro figli.

Signore sulla settantina che amaramente fanno rilevare al giornalista americano come ormai l’Italia non si altro che una specie di parco, naturalistico e gastronomico.

Un pessimismo di fondo che va oltre il gusto tutto italiano per la lamentela, che ha in sé una nota di disperazione per niente artefatta, anche alle disincantate orecchie di Bruni.

Che non manca di sottolineare impietosamente agli occhi del nutritissimo pubblico del NY Times i mali cronici del nostro Paese: una burocrazia degna di uno stato borbonico che si basa su clientelismo e corruzione, affetta da elefantiasi cronica in grado di far passare la voglia anche al più ottimista fra gli imprenditori. Una classe politica mummiesca, che ha impedito di fatto a qualsivoglia meritocrazia di prevalere. Il mancato e scioccamente atteso “giorno della liberazione” del post-Berlusconi. Un pessimismo che, ormai patologico, sta sfociando nel fatalismo. E nell’apatia.

Un debito pubblico nel 2013 al 133%, secondo solo alla Grecia ( In realtà qui il problema è un po’ più, complesso e semplice al tempo stesso, basterebbe che detto debito fosse in mano agli italiani. Tokyo docet)

Bruni ha incontrato Marino, con cui ha parlato dei problemi della Capitale che, specie per uno straniero, rappresentano lo specchio di quelli della Nazione intera. Marino, stante la sua formazione professionale, si è definito “medico” di un paziente ancora “salvabile” (bontà sua….per ora la cura ci sembra poco efficace).

L’Italia è quello che succede quando un Paese sa benissimo quali sono i problemi, ma non ha né la disciplina né la volontà di risolverli. È quello che succede quando continuano le disfunzioni politiche e un buon governo è solo un miraggio. L’Italia si adagia su quello che ha già invece che costruirci sopra e per questo la sua economia perde vigore. C’è così tanta bellezza, così tante promesse e così tanti sprechi. L’Italia ti spezza il cuore.
Ci creda, non lo spezza solo a Lei, signor Bruni.

Valentino Tocci

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