Maltempo in Toscana: ingenti i danni, ma la Regione scarica gli alluvionati

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Immagine dell’alluvione nello storico centro di Buonconvento

Pisa, 25 ago – Considerato uno tra i borghi più belli d’Italia, sopravvissuto intatto a secoli di guerre e devastazioni, ben poco ha potuto Buonconvento, nel senese, di fronte alla furia dell’Ombrone grossetano, corso d’acqua solitamente mite almeno fino a qualche anno fa, che ha esondato proprio all’altezza del centro storico.

La strada regionale Cassia è chiusa al traffico. Numerose le abitazioni allagate nel centro storico e nelle frazioni, mentre molte famiglie sono state evacuate, tra cui sei tratte in salvo dal tetto delle proprie abitazioni, e ospitate in strutture ricettive e nel centro operativo di Protezione Civile.

Stesso destino per gli splendidi centri di Monticiano, Monteroni d’Arbia e Asciano senese. “Chiederemo lo stato di calamità naturale e cercheremo di far fronte ai danni provocati da questa situazione”, ha dichiarato il sindaco di Monteroni d’Arbia Gabriele Berni, mentre secondo il primo cittadino di Asciano Paolo Bonari “Il nostro paese è in ginocchio, abitazioni e negozi allagati e una situazione che ha cambiato tragicamente il volto del nostro borgo; temo la conta dei danni”. Asciano è rimasto isolato per tutto il pomeriggio a causa degli allagamenti su tutte le vie di accesso; la situazione è tornata alla normalità soltanto in serata.

Con 335 millimetri di pioggia in 24 ore, di cui 115 in tre ore a Monticiano e oltre 150 millimetri in sei ore a Monteroni d’Arbia, un evento del genere si riteneva potesse accadere meno di una volta ogni 200 anni, almeno in base alle serie storiche fino al 2012. Eppure proprio nel 2013 e ancora nel 2014 da quelle parti, o poco più a sud, si verificarono eventi di portata simile, anche se con quantitativi massimi leggermente inferiori.

Poco più a nord, nell’alta Val di Cecina, in provincia di Pisa, nel corso di un temporale del tutto indipendente, sono caduti ben 180 millimetri di pioggia in sole tre ore e 230 in sei ore, superando qualsiasi stima possibile della ricorrenza. Anche qui, allagamenti, disagi e danni a non finire, estesi fino alla foce a Marina di Cecina, in provincia di Livorno.

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Il sottopasso di Cascina, in provincia di Pisa, teatro del drammatico salvataggio dell’anziana rimasta intrappolata nella sua auto

Risalendo lungo la costa tirrenica, a Pisa e parte della provincia sono caduti fino oltre 140 millimetri di pioggia in tre ore. Di conseguenza, allagamenti e danni in tutta la città e per almeno 20 km nell’entroterra, con interruzione temporanea della linea ferroviaria Pisa-Firenze. A Cascina, solo l’intervento di due carabinieri e di un cittadino, il 52enne Franco Ferrini, ha portato al drammatico salvataggio, a nuoto, di un’anziana rimasta intrappolata nella sua auto in un sottopasso, quando ormai un muro d’acqua di quattro metri aveva completamente sommerso la vettura.

Al termine di un incontro a Pisa con i responsabili dell’amministrazione, della prefettura e della protezione civile, il governatore della Toscana Enrico Rossi annunciava per oggi la dichiarazione dello “stato di emergenza regionale in seguito al maltempo che ha colpito buona parte della Toscana”.

Sono però le dichiarazioni rilasciate nel corso del medesimo incontro dall’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile, Federica Fratoni, che hanno sollevato forti polemiche.

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Federica Fratoni, assessore regionale toscana all’ambiente e alla protezione civile

Nel bel mezzo dell’emergenza, infatti, l’esponente della giunta ha sostenuto: “Vorrei invitare tutti a non alimentare aspettative perché difficilmente riusciremo a reperire nuove risorse per riparare i danni”, ricordando che, a fronte degli oltre 500 milioni di danni prodotti dalla tempesta di vento del 5 marzo scorso, sono arrivati soltanto 12 milioni di fondi statali. Per poi “offrire” ai Toscani alluvionati le garanzie regionali per prestiti a tasso zero da restituire in tre anni escluso il primo.

Parole che, secondo il responsabile regionale di Sovranità, Fabio Barsanti, “suonano come un’offesa alla decenza”, motivando così il suo giudizio: “Mentre si stima che solo in questo scorcio di 2015 per gli immigrati clandestini ospitati in Toscana siano stati spesi ben oltre 100 milioni di euro, una cifra destinata a crescere esponenzialmente, ai cittadini toscani colpiti da calamità di tale entità viene offerta dalla Regione soltanto la miseria di prestiti a tasso zero con rimborsi in tre anni. I Toscani, come tutti gli Italiani, devono sapere di essere stati abbandonati al loro destino da questi politici incapaci e traditori”.

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Fabio Barsanti, responsabile regionale toscano di Sovranità

Molto meno grave, invece, la situazione all’interno e in particolare a Firenze, colpita recentemente dalla tempesta del primo agosto. Nonostante la pioggia caduta nel capoluogo toscano sia da ascrivere alla normalità, tuttavia, non sono mancati estesi quanto ingiustificabili allagamenti nella parte nord della città e in zona aeroporto.

Per questo, Barsanti ne ha anche per l’amministrazione fiorentina che “si è svelata per quello che è: interessata a tutto eccetto che ai fiorentini. Evidentemente non è servito nemmeno il campanello d’allarme della tempesta del primo agosto quando di nuovo, se le raffiche di vento furono sicuramente eccezionali, non altrettanto straordinaria fu la pioggia caduta. Oltre allo show patetico e buonista delle inutili ramazze messe in mano a disorientati immigrati clandestini, a uso e consumo delle telecamere, la giunta fiorentina non ha pensato di mettere mano all’unica opera utile, ossia la pulizia e manutenzione delle opere di drenaggio, con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti”.

Francesco Meneguzzo


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