image marcia immigrazioneRoma, 4 set-  La vita è fatta di scelte: esiste il giusto e lo sbagliato, esiste il torto e la ragione, la razionalità e la stupidità. Esiste anche la capacità di capire i propri sbagli: perché sbagliare è umano ma perseverare, più che diabolico, è stupido. Molto stupido.

Ed è il caso di chi continua a sostenere che bisogna accogliere tutti i migranti, senza freni, immigrazione a gogò perché qui c’è posto, è l’Eldorado. Certo, bisogna faticare un po’, ma qui starete benissimo e se per caso morirete durante il viaggio, non è colpa di chi lucra sulle vostre disgrazie, non è colpa di chi vi invita a salire su un barcone con altre migliaia di disgraziati, non è nemmeno colpa di chi mangia i soldi dello Stato e dell’Unione Europea sfruttando la vostra situazione.

No. Sarà colpa di chi dice “stop immigrazione”, di chi il cervello non lo usa solo per separare le orecchie, di quelli che credono che la vera solidarietà vada portata a casa di chi ha bisogno,di chi le missioni le fa veramente nei posti di guerra, di chi porta le ambulanze in Siria, di chi costruisce ospedali in Birmania e di chi porta beni di prima necessità in Grecia. Sarà sempre colpa di queste menti libere da ogni profitto personale.

Mentre chi vi dice di venire qui, e poi si strappa i capelli se vede la foto di un bambino morto sulla riva del Mediterraneo, sapete cosa farà? Marcerà a piedi scalzi a Venezia l’11 settembre. A piedi scalzi. Perché marciando a piedi scalzi riusciranno a porre fine alle discriminazioni religiose ed etniche. Sarà questa la loro solidarietà, il loro modo di risolvere il problema dell’immigrazione e di tutti quei disperati che muoiono in mare. Ma gli rimarrà difficile alzarsi dalla poltrona del loro salotto, con quei giornali che odorano anche di vecchio, gli rimarrà difficile andare a fare la spesa, spendere 5€  e contribuire alla vera solidarietà.

Piuttosto marceranno a piedi scalzi perché fa molto “radical-chic”, ma poi a casa avranno la filippina che farà loro la pedicure. E domani già si saranno scordati del bambino siriano divenuto, suo malgrado, simbolo di un sistema che ha fallito, di quel sistema che non pone freni all’immigrazione, di quel sistema di cui chi, marciando scalzo, è complice.

Comunque basta vedere chi c’è tra i firmatari dell’iniziativa: Lucia Annunziata ed Elio Germano su tutti. La vita è fatta di scelte: qui scegliere da che parte stare sembra abbastanza facile.

Federico Rapini

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