Mazzette, a Venezia decine di arresti tra Pd e Fi

orsoni_small1Venezia, 4 giu- Un’inchiesta della Procura di Venezia ha portato all’arresto di 35 persone, tra cui l’assessore regionale veneto alle infrastrutture Renato Chisso (Fi), il Sindaco di Venezia Orsoni (Pd), manager e imprenditori. L’accusa è quella di aver intascato mazzette e tangenti nell’ambito della realizzazione del Mose, il sistema di paratoie mobili che dovrebbe difendere Venezia dall’acqua alta.

Oltre agli arresti eccellenti di Orsoni e Chisso, figurano la richiesta di arresto per il parlamentare di Forza Italia, governatore del Veneto per 15 anni ed ex ministro Giancarlo Galan (per il quale dovrà prima pronunciarsi la commissione parlamentare) e l’arresto per il consigliere regionale del Partito Democratico Giampiero Marchese.


Secondo la Guardia di Finanza, parte dei soldi destinati agli appalti del Mose, venivano destinati all’estero in un fondo nero, poi trasferiti a San Marino dall’ex segretaria di Galan, di lì smistati ai politici. Sempre secondo gli inquirenti, si parlerebbe di almeno 20 milioni di euro.

Se le accuse fossero confermate, sarebbe davvero un brutto colpo per il Sindaco Orsoni. Avvocato, membro del Partito Democratico, da tempo in perdita di consensi per la discussa amministrazione di Venezia e lo scandalo delle fiabe gay negli asili, Orsoni, nato nel 1946, è stato Consigliere di Amministrazione della Biennale di Venezia, vicepresidente della Fondazione Cini e nel 2010 ha vinto le elezioni amministrative sconfiggendo Brunetta.

Francesco Baculo

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