Firenze, 7 apr – “Il vaccino tetravalente A-C-W135-Y è da tempo raccomandato a chi si reca in Paesi dove sono presenti i sierotipi di meningococco contenuti nel vaccino (es. nella zona dell’Africa sub-sahariana e per i pellegrinaggi alla Mecca), ma è utile anche in Italia perché questi ceppi hanno iniziato a circolare anche nel nostro paese”, si legge sul volantino che viene consegnato al momento della vaccinazione dalla Azienda sanitaria di Firenze – Dipartimento della prevenzione. La stessa struttura che rende disponibile online una brochure più dettagliata nella quale si rincara la dose: “[Un vaccino] quadrivalente coniugato contro i ceppi A, C, Y, W135 che viene usato anche per vaccinare coloro che si recano in aree del mondo in cui sono in corso epidemie di questa malattia es. quelle indicate come ‘cintura della meningite’ (con tanto di evidenza in rosso sulla cartina geografica, ndr)”.

Sulla suddetta brochure è indicato l’aggiornamento a febbraio 2015 eppure, incredibilmente, un altissimo dirigente della sanità toscana come Gabriele Mazzoni – nell’affanno di smentire le evidenze dell’origine immigratoria dell’epidemia di meningite, presentate a suo tempo proprio su queste colonne – esattamente un anno dopo si profondeva in dichiarazioni e interviste tranquillizzanti, negando l’insistenza del ceppo C, responsabile dell’incubo epidemico toscano, nella stessa cintura della meningite. Come scrivemmo recentemente su queste colonne, la situazione appare destinata soltanto a peggiorare, dal momento che ormai l’80% del flusso immigratorio diretto in Italia ha origine proprio nella cintura della meningite, e il medesimo flusso è quasi raddoppiato nel primo trimestre appena trascorso rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

A peggiorare le cose, molto verosimilmente, il “modello toscano” dell’accoglienza, promosso dal governatore Enrico Rossi in persona, che originariamente prevedeva poche persone concentrate in tanti luoghi diversi, e che sotto la pressione dell’emergenza è diventato di fatto molte persone distribuite ovunque, i cui riflessi sulla diffusione della malattia sono fin troppo facili da immaginare.

Mentre alla statistica si aggiunge il 19esimo infettato – questa volta è
toccato a un 40enne fiorentino colpito dal ceppo B (pure diffusissimo nella stessa cintura sub-sahariana) – arrivando così alla metà esatta dei casi del 2015 (ma dopo centinaia di milioni di euro spesi nella campagna di vaccinazione), infuria la polemica: “Nei due documenti in questione (il volantino e la brochure, ndr) – dichiara in una nota il coordinatore regionale di Sovranità Toscana Fabio Barsanti – viene  interamente confermato quanto sosteniamo ormai da tempo… È palese, pertanto, un nesso causale tra l’aumento esponenziale dei casi di meningite e il massiccio arrivo di finti profughi da quelle zone… esiste una correlazione diretta tra epidemia di meningite che sta colpendo parte della Toscana e immigrazione di provenienza africana ed è altrettanto evidente che si nega tutto questo solo per questioni biecamente ideologiche. E tutto ciò è inaccettabile perché significa fare solo gli interessi di una parte politica, ben identificabile, mettendo a serio rischio la salute di tutti i cittadini”.

Francesco Meneguzzo

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36 Commenti

  1. Qualunque siano i motivi rimane il fatto che le persone si devono vaccinare per creare l’immunità di gregge e debellare la diffusione.Il resto sono solo discorsi da bar.

  2. I delinqunti che ci governeno stanno mettendo a rischio le nostre stesse vite per servire interessi di altre nazioni e altri popoli. Sta venendo definitvamente meno il patto sociale su cui si fonda lo Stato nazionale “Repubblica Italiana”. Il popolo italiano dovrebbe prenderne atto e cominciare a marciare. Non si ha più niente da perdere, ma solo un mondo da guadagnare.

  3. uhm Questi qui entrano indisturbati scappando da presunte guerre , non si sa se hanno malattie, chi sono, cosa fanno, cosa hanno fatto mah io per entrare in America in vacanza ho dovuto dire tutto cio che avevo .. mah contenti voi buonisti e accoglienti !!!

  4. C’è un problema in quanto affermato e non un problemino ma un problemone. Il ceppo di meningococco che circola più attivamente in Toscana in questo momento è il C (ST11), con 60 casi nel biennio 2015-2016 rispetto ai 5 casi nel biennio 2013-2014. Il ceppo B è responsabile in tutto di 6 casi nel 2016, 6 casi nel 2015, 4 nel 2014 e 5 nel 2013, quindi con un incidenza pressoché invariata nel tempo. In Africa, invece, dopo il contenimento dell’epidemia da ceppo A, è in corso nella fascia della meningite un’epidemia da ceppo C di sierotipo diverso (ST10217) e un’epidemia da ceppo W ma non di B. Infatti, l’attuale campagna OMS verte sulla vaccinazione per A, C, W, Y. Il B, come è noto agli epidemiologi, predilige l’Europa. Inoltre, non si sono verificate epidemie o casi di meningite nei centri di accoglienza che rappresentano la location ideale per il meningococco..non le sembra strano? Nessun giudizio di nessun tipo sulle sue opinioni relative ai migranti ma per piegare la scienza alla politica non basta lanciare numeri a caso e bisogna prima informarsi bene. Se è contrario all’accoglienza, le conviene addurre motivi diversi perché questo non è valido, purtroppo per lei. Con il dovuto rispetto, le auguro Buon Anno.

    • I soggetti maggiormente infettivi sono i portatori sani. Non lo dico io ma il sito dell’Istituto Superiore di Sanità.
      Quindi il fatto che nessun immigrato arrivi in Italia ammalato non solo è una cazzata sesquipedale ma anche un modo per sviare l’attenzione dalla vera causa, che sono gli immigrati della cintura della meningite africana portatori sani del virus.
      Ha perso un’occasione per stare zitto.
      Peccato.

      • hai ragione…se qualcuno non è d’accordo con te ed espone una tesi merita di essere aggredito dicendogli che ha perso un’occasione per stare zitto…in ogni caso entrando nel merito nei centri di accoglienza dovrebbero pur esserci dei casi visto che l’incubazione è inferiore alla settimana, mica saranno tutti e dico tutti portatori sani

      • @Alessandro: direi quasi che hai perso tu un’occasione per cercare di capire qualcosa ma sarebbe senz’altro un’affermazione ottimistica.

      • L’essere portatore quindi esimerebbe dallo sviluppare la malattia? Cioè un immigrato con tampone faringeo positivo per menA che si stressa con un viaggio su un barcone in cui magari si procura un trauma cranico, si becca un’otite o una sinusite non rischia di sviluppare esso stesso una meningite. Ah, ok!
        Comunque, a latere di queste considerazioni, cosa c’è di poco chiaro nel fatto che i ceppi che circolano in Italia NON SONO GLI STESSI CHE CIRCOLANO IN AFRICA? Forse in capo log è più chiaro.

    • Mi scusi, il ceppo che circola in Toscana è il ceppo C, in Africa è in corso un’epidemia da ceppo C (questo ha scritto) ma sono sierotipi diversi.
      A parte che bisognerebbe fare un discorso sulla intervariabilità dei sierotipi, ma pare confermato che in Africa esista davvero la cosiddetta “Cintura della Meningite”, di vari ceppi e sierotipi.
      Fino a qualche decennio fa, mi pare (e mi corregga se sbaglio) non avevamo mai avuto problemi di questa grandezza con la meningite; ora sì.
      Allora, se prima non c’era questa immigrazione incontrollata, e sottolineo incontrollata, dalla suddetta “Cintura” e non c’era nemmeno questo problema di meningite diffusa, e adesso invece abbiamo una pesante massa di individui provenienti dalla “Cintura” e un bel problema di meningite, che ne dobbiamo dedurre?
      Un caso?
      Trovo che essere buonisti per forza e rifiutarsi di affrontare i problemi per quel che sono ci stia portando verso una meta assai spiacevole, ed è dir poco, e quando riusciremo tutti a ragionare senza condizionamenti e non saremo tutti né troppo buoni né troppo carogne, allora e solamente allora riusciremo a trovare il modo di risolvere certi problemi.
      Ma la vedo dura, parecchio dura.

      • I singoli sottotipi di meningococco C non sono intercambiabili perché filogeneticamente cugini e non fratelli..per questo i vaccini sono selettivi per ceppo ma non per sottotipo, così da poter proteggere verso tutti. Dire che i casi di meningite C nella fascia della meningite in Africa sono il chiaro segno che chi viene da quelle regioni li sta portando in Italia, è come condannare Lei per un furto commesso da suo cugino. In tutto questo, l’aumento di incidenza in Toscana non sta determinando un “aumento diffuso” di casi di meningite perché l’incidenza media in Italia rimane più o meno costante rispetto agli anni passati, quando i casi di meningite meningococcica c’erano lo stesso ma non se ne parlava così tanto. Intanto, i migranti non arrivano solo in Toscana ma anche in altre regioni italiane, per cui la domanda è: sono untori solo quelli che vanno in Toscana, anzi in Valdarno? Li selezionano apposta? Se fosse un problema legato ai migranti portatori sani, in Sicilia ci sarebbe un’ecatombe! Inoltre, l’incidenza di meningite meningococcica è più alta e in aumento in alcuni paesi europei che hanno chiuso le frontiere ai migranti e questo non collima molto con certe teorie. Tutto questo per dire che biologia ed epidemiologia si muovono su versanti molto precisi che non permettono discorsi massimalisti e generici distorti ad uso politico. Quindi, non è un fatto di essere buonisti per forza ma di osservare la realtà con la lente dell’evidenza. A titolo di esempio, infatti, ci sono state questioni in passato correlate alla migrazione, come la recrudescenza della TBC negli anni 90 legata alle migrazioni dall’est-Europa che sono state ampiamente affrontate. Semplicemente, non è la meningite il problema da risolvere rispetto ai migranti africani…ci sono ben altre questioni in ballo e nel commento iniziale, precisavo di non esprimere alcun giudizio “politico” sulla questione dell’accoglienza. Contrari o no, bisogna attenersi ai fatti e i fatti dicono che nella fascia della meningite in Africa i meningococchi più diffusi sono A, Y e W con alcuni casi recenti di C-ST10127 mentre in Italia ci sono pochi casi di B, rarissimi di Y e alcuni di C-ST11. Su questi fatti non c’è molto da discutere..

  5. sono colpevoli di questa epidemia. tutti i politici e coloro che dicono con questa valanga di clandestini e non ” rifugiati come dicono ” non sono vaccinati di cui riportano le malattie che da noi non erano più presenti :

  6. Basta CLANDESTINI.
    Basta PD.
    Basta SINISTRA.

    Ne abbiamo i coglioni pieni di questa immondizia mondiale che arriva.
    Quando scoppieranno le prime epidemie, se non saremo gia’ morti economicamente, ci sara’ la caccia ai ‘buonisti’ .

  7. http://www.vitalmicroscopio.net/2016/12/22/epidemia-meningite-si-o-no/

    Roberta Doricchi – So che lei vorrebbe parlare d’altro, ma c’è troppa gente che continua ad interrogarsi sull’epidemia di meningite che sta interessando l’Italia e, dovendo fare informazione, le chiedo un parere in proposito.

    Stefano Montanari – Dopo undici partite senza vittorie, il Bologna ha battuto il Pescara 3 a 0.

    RD – Non sapevo che lei fosse un tifoso.

    SM – Simpatizzante del Bologna: mettiamola così.

    RD – Stabilito questo, torniamo alla meningite.

    SM – Vede, se io dovessi dire tutto ciò che so e tutto ciò che penso in proposito, lei si troverebbe a scrivere un tomo spesso quanto un volume della Treccani. Cominciamo con il dire che non esiste alcuna epidemia, questo semplicemente perché non ci sono i numeri e non c’è nulla che li differenzi da quelli soliti. La meningite è, come dice la parola stessa, l’infiammazione delle meningi, cioè del complesso di membrane che avvolgono il sistema nervoso centrale. Questa malattia, tutt’altro che inevitabilmente mortale se affrontata nel modo corretto, deriva da parecchi agenti patogeni diversi: 13 ceppi di Meningococco, batteri che con i Meningococco non hanno nulla a che vedere, virus, funghi, farmaci e persino traumi.

    RD – Traumi?

    SM – Sì: gran parte della popolazione è portatrice sana dei batteri della meningite e questi batteri si trovano benissimo all’interno del naso. Così, se qualcuno sbatte la faccia come può accadere, per esempio, in un incidente stradale, ecco che si può produrre una frattura della lamina sottile di osso che separa il naso dal cervello e lasciar passare i patogeni.

    RD – E la vaccinazione?

    SM – Esistono tre vaccini diversi contro qualcuno dei ceppi batterici, ma almeno 7 su 13 restano scoperti. Aggiungo en passant che nessuno dei vaccini esistenti ha un’efficacia dimostrata, e basterebbe leggere ciò che dicono in proposito i produttori stessi. La cosa buffa è che i produttori avvertono ma nessuno li ascolta e magari proprio su questa “disattenzione” (metta le virgolette) confidano i produttori.

    RD – Se ho capito bene e ho fatto bene i conti, allora, praticando 3 vaccinazioni diverse si affrontano 6 ceppi su 13 e l’azione non è certa.

    SM – Sì: ha capito bene. Consideri poi, in aggiunta, che ci sono tutte le altre cause della malattia. Quindi, quando qualcuno si vaccina magari contro il ceppo C, oggi la vaccinazione più in voga, è immorale che sia ingannato raccontandogli che è protetto dalla malattia. E qui mi fermo, non andando oltre la moralità. Se, poi, il vaccino dovesse funzionare, deve essere spiegato che l’efficacia dura al massimo qualche anno. Poi si è scoperti esattamente come prima. Raccontare il falso o anche solo non dire il vero ricade nell’immoralità di cui ho detto.

    RD – Le notizie che arrivano parlano di soggetti ammalati che erano stati vaccinati e proprio grazie alla vaccinazione non sono morti.

    SM – A enormità del genere si può credere solo se si è totalmente ignoranti o se c’è qualche interesse non proprio dei più nobili a crederci. Il fatto vero è che il vaccino non sta dando buona prova di sé, il tutto in linea con quanto chi lo produce scrive con chiarezza nel bugiardino che nessuno legge.

    RD – Ora vorrei chiederle un parere sul bambino siciliano morto tre giorni dopo l’inoculazione del vaccino contro la meningite.

    SM – Meningite o altro, di qualunque vaccino si tratti, il fatto non è poi così raro. Solo che di questo si parla pochissimo e, anzi, non si parla se non in casi quasi eccezionali. Se lei considera quanti danneggiati da vaccino esistono come veri e propri desaparecidos…

    RD- Ma del caso siciliano in particolare, che cosa mi dice?

    SM – Di quel caso specifico so ben poco. So che si trattava di un bambino di diciotto mesi che è morto tre giorni dopo l’inoculazione del vaccino. Ormai la storiella che segue la conosco a memoria: è morto perché il Signore lo voleva come angioletto accanto a sé e il vaccino non c’entra per niente. Vede, chi vaccinerebbe anche il cofano dell’automobile illudendosi che così diventerà invulnerabile aggiunge ingenuità a ingenuità. Io non dico assolutamente che morire a ridosso di una vaccinazione indichi una responsabilità sempre certa del vaccino, ma ciò che mi preoccupa è come questi personaggi si mettano il cuore in pace decretando un’assoluzione a priori o travestendosi da saggi da mescita pubblica e dicendo che non sempre un avvenimento che precede un altro è di quell’altro la causa. Il che può certamente essere vero ma, se non s’indaga, si resta a livello di chiacchiere traballanti. Ed è proprio dall’indagine che si scappa. E, se si scappa, un significato ci deve per forza essere. Pensi che forza acquisirebbe la tesi , diciamo così, innocentista, se le indagini indipendenti ne confermassero la tesi. Insomma, rinunciare a quella prova è un atto palese di debolezza.

    RD – Ma in quel caso il vaccino c’entra o no?

    SM – Come posso saperlo? Io non ho idee preconcette e non appartengo a nessuno schieramento che si dedichi solo a difendere le proprie posizioni. Non avere interessi al di fuori di quello che riguarda la verità mi regala un’enorme libertà. Per prima cosa io dovrei poter disporre di almeno un campione dello stesso lotto del prodotto iniettato. Poi dovrei sapere qual è l’organo che ha causato la morte e dovrei disporre dei campioni di tessuto dell’organo o degli organi colpiti. Poi, ancora, dovrei sapere se chi ha somministrato il vaccino ha fatto il suo dovere controllando almeno un paio di cose: se il bambino necessitasse davvero della vaccinazione e se fosse allergico ad uno o più componenti del prodotto. Se non ha fatto quei due passaggi fondamentali e, peraltro, obbligatori, chi ha somministrato il vaccino ha commesso un azzardo contro la buona pratica medica su cui ci dovrebbe essere tanto da discutere.

    RD – Ma, almeno a quanto so, nessuno fa quei controlli.

    SM – Già. E, così, ogni tanto qualcuno ci rimette la salute o anche la pelle. Siamo alle condizioni del mal comune, mezzo gaudio. Insomma, se si commette un crimine diffuso, si è tutti assolti. Ma, del resto, come si fa a controllare? C’è fretta, i soggetti da vaccinare sono tanti, i quattrini corrono e, se ogni tanto qualcuno ci lascia le penne, per loro reciteremo una pia preghierina: come ebbe a dire alla radio un personaggio che non aggettivo per decenza, si tratta di caduti in una guerra giusta.

    RD – Però, sempre a quanto ho letto, la magistratura ha sequestrato il lotto di produzione del vaccino incriminato.

    SM – L’ho letto pure io. Vedremo che cosa si farà su quel lotto e di quel lotto.

    RD – La sua posizione è nota, ma com’è ora la situazione?

    SM – Imbarazzante.

    RD – In sintesi, che cosa vorrebbe lei?

    SM – Lo ripeto per l’ennesima volta: niente altro che chiarezza. Vediamo che cosa c’è nei vaccini e da dove viene quella roba. Vediamo che controlli si fanno sui prodotti e come i controlli vengono fatti. Vediamo quali sono i veri effetti collaterali, visto che quelli denunciati sono un’infima percentuale di quelli reali. Vediamo come sono condotte le sperimentazioni, perché il pochissimo che si fa ora è ridicolo, sempre che si possa ridere di una tragedia. Vediamo quali sono gli effetti veri dei vaccini, perché molto di quanto costituisce la cultura sia medica sia popolare ora è tristemente falso nel bene e nel male. Mi pare evidente: io non condanno né assolvo nessuno. Semplicemente voglio la verità, da qualunque parte la verità stia. Il resto non m’interessa, e se a qualcuno interessa tutto quanto sta al di fuori della verità, tanto da volerla distorcere, è un farabutto.

    RD – Non mi è chiaro, però, perché la verità non dovrebbe saltare fuori. In fondo, almeno mi pare, è interesse di tutti.

    SM – Dipende dal suo concetto di “tutti”. È fin troppo evidente che poter disporre di vaccini puliti, sperimentati come si deve, somministrati solo se e quando se ne ravvisi davvero la necessità e solo dopo che tutti i controlli sul soggetto sono stati eseguiti risanerebbe la questione. Niente di straordinario: ogni medico dovrebbe conoscere il proprio dovere e, se a quel dovere non si attiene, trovi lei una definizione adatta. È però altrettanto evidente che questo comporterebbe un aggravio enorme di spese per i produttori che dovrebbero eseguire le sperimentazioni secondo le regole della biologia, vale a dire su popolazioni molto numerose e per lungo tempo. Poi questi industriali avrebbero il problema di produrre escludendo tutte le sostanze dannose che, purtroppo, si trovano nei vaccini, non proprio di rado compreso quel mercurio di cui, tra stupidità, ignoranza e criminalità, si nega la presenza. Poi, ancora, dovrebbero eseguire tutti i controlli del caso ad ogni passaggio della produzione. Il che, tutto insieme, significherebbe rinunciare all’enorme valore aggiunto che quei prodotti oggi garantiscono. Se a questo aggiunge il fatto che, sempre in un mondo ideale, le vaccinazioni sarebbero eseguite solo in caso di necessità reale e solo sui soggetti che ne hanno bisogno escludendo, ad esempio, chi già è immune rispetto a quella malattia e chi è allergico a qualcuno dei componenti, è chiaro che il business calerebbe drasticamente. Consideri, inoltre, tutti coloro che ruotano a qualunque titolo intorno ai vaccini e tiri le somme e pensi a che perdita personale subirebbero se il business perdesse d’interesse: non solo denaro ma carriera e ribalta. E poi ci sono sempre gli amici degli amici, cioè persone ai quali, di fatto, dei vaccini non importa un fico secco ma che non possono scontentare l’amichetto che, invece, dal business trae qualche interesse. E, allora, ecco che quelli fanno valere la loro influenza, sempre che ne abbiano una, senza fermarsi al cospetto di fastidiosi inciampi morali.

    RD – Cambiamo argomento.

    SM – Grazie. La prego, parliamo del Bologna che dopo undici partite…

    RD – Che cosa mi può dire della scoperta che avete fatto sul sangue dei leucemici?

    SM – Con il microscopio che Grillo ci fece sottrarre e al quale abbiamo accesso una volta la settimana, eccezionalmente due, abbiamo messo a punto una ricerca sul sangue dei malati di leucemia mieloide acuta. I campioni di sangue, quelli malati e quelli sani di confronto, ci sono stati dati dall’Ospedale di Pesaro e le preparazioni pre-analisi sono state fatte in larga misura da personale dell’Università di Urbino. Le analisi di microscopia elettronica le abbiamo fatte noi negli ambienti dell’ARPAM di Pesaro e con il nostro microscopio che l’ARPAM mantiene e usa per analisi che riguardano l’amianto. Noi ci abbiamo messo le analisi come sappiamo fare noi e molto della testa che è servita, visto che la ricerca si fonda su scoperte e metodiche nostre risalenti addirittura agli Anni Novanta. Questo, va da sé, senza nulla togliere ai meriti enormi di chi ha collaborato, che ha svolto un lavoro spesso essenziale e con cui vorremmo continuare a lavorare.

    RD – E i risultati?

    SM – Interessanti anche se, devo dirlo, per noi non proprio sorprendenti. Abbiamo visto che i leucemici, e qui parliamo solo della leucemia acuta mieloide, contengono nel loro sangue quantità enormi di micro- e nanoparticelle. Questo a differenza delle persone sane che di particelle nel sangue ne hanno sì, ma davvero pochissime. Insomma, differenze abissali.

    RD – Che cosa significa quella presenza?

    SM – La risposta dovrebbe essere molto articolata ma il succo è che non lo so. O, almeno, non lo so del tutto. Che le polveri siano capaci di esercitare effetti gravi sulla salute soprattutto perché innescano processi infiammatori, è cosa che abbiamo scoperto ormai parecchi anni fa. Dunque, non è questo il problema. Il problema è sapere perché i leucemici hanno tante particelle nel sangue. Più specificamente: sono le polveri ad innescare la leucemia, almeno nella forma acuta mieloide, o è la leucemia a far sì che le particelle restino nel sangue? Il mio parere, un parere sostenuto dall’esperienza ma non da evidenze scientifiche che per ora mancano, è che siano loro l’innesco, ma potrei tranquillamente avere torto. Manca, comunque, una spiegazione soddisfacente del perché tanta differenza tra sani e malati. Una cosa è certa: quello è un filone di ricerca originale che non deve assolutamente essere lasciato cadere. I risultati li abbiamo pubblicati su una rivista internazionale importante [http://www.lrjournal.com/article/S0145-2126(16)30191-6/abstract (N.d.R.] e speriamo che qualche centro di ricerca con maggiori possibilità economiche rispetto a noi lavori sul tema.

    RD – Dunque, voi avete finito lì?

    SM – Certo che no! Io vorrei ardentemente continuare ma per questo occorre che chi di dovere ci lasci lavorare per il tempo necessario, che ci dia personale e che ci conceda i finanziamenti adeguati perché, purtroppo, senza quattrini non si arriva da nessuna parte.

    RD – Scusi se, almeno apparentemente, torno un attimo indietro per un chiarimento. Allora sono le polveri la causa della leucemia?

    SM – Domanda alla quale non sono assolutamente capace di rispondere perché, stando almeno ad oggi, mi mancano i dati necessari. Che nei malati controllati quelle polveri ci siano e che siano in concentrazione enormemente superiore a chi non è malato è un fatto. Se siano causa, concausa o presenza dovuta alla malattia non saprei dire almeno per ora, fino a che non avremo altri dati. Come ho detto mille volte, la medicina non è una scienza e deve avere il conforto della quantità. Il teorema di Pitagora lei lo dimostra su un triangolo rettangolo qualunque e questo le basta per accogliere la tesi come verità universale. In medicina, invece, si parla di probabilità e la precisione aumenta con l’accumularsi dei dati, rarissimamente assurgendo all’assoluto. La medicina è enormemente più complicata della scienza e per praticarla come si deve occorrono menti superiori e grandissima onestà intellettuale.

    RD – Onestà intellettuale?

    SM – Certo. Assolutamente senza fare di ogni erba un fascio, guardi a come non pochi addetti ai lavori pratichino la medicina e capirà che cosa voglio dire.

    RD – Torniamo a noi: avete provato a vedere che cosa succede togliendo le polveri dal sangue?

    SM – Bella domanda. Anni fa mia moglie ed io facemmo una prova per vedere se, modificando un’apparecchiatura esistente, si riuscisse a ripulire il sangue dalle particelle. E la risposta fu che sì: si poteva fare. Ma per farlo in modo efficiente, costante, riproducibile e non nelle condizioni di laboratorio bisognava modificare un apparecchio esistente e chi quell’apparecchio esistente lo produce, e, bisogna dire, lo produce benissimo, non è interessato.

    RD – Perché?

    SM – Perché, stando a quanto ci disse, i medici, nella loro stragrande maggioranza, non conoscono il problema e non userebbero il prodotto. Il che, per loro, significherebbe un investimento fatto a vuoto.

    RD – Ma è possibile che non si riesca a trovare qualcuno interessato almeno a sponsorizzare la cosa? In fondo s’impiegano quantità spropositate di quattrini per le iniziative più assurde.

    SM – Per primi dovrebbero essere gli industriali a distinguersi dal bottegaio che guarda al ritorno immediato. Ma, ahimè, di industriali illuminati non ne ho mai conosciuti. Di tanto in tanto si mette in contatto con noi un potenziale benefattore. Poi, regolarmente, questo si accorge che la sua beneficienza potrebbe restare senza ritorno e così il personaggio scompare. Episodi del genere si sono ormai ripetuti fino alla noia e uno si è proprio concluso poche settimane fa.

    RD – Ma la beneficienza non può avere un ritorno. Altrimenti, che beneficienza è?

    SM – Appunto. Comunque sia, di tempo con questi benefattori pelosi ne ho perso abbastanza. Da noi sono passati politici, industriali, attori, cantanti, sportivi… In definitiva, uno zoo molto variegato che mi ha regalato una visione triste sì ma obiettiva del mondo, un mondo che non ha nessuna voglia di essere salvato e che, anzi, preferisce non sapere. Di qualcosa bisogna pure morire. O no?

    RD – Finanziamenti pubblici?

    SM – Bisogna far parte del salottino buono.

    RD – Telethon?

    SM – Come sopra.

    RD – Buon Natale.

    SM – Anche a lei.

  8. Stefano Montanari non e’ medico e dice cose errate
    Anche per questo ignora , fra le altre cose, che il problema non sono solo le meningiti ma la sepsi.
    I farmacisti facciano i farmacisti , anche se titolari di un laboratorio privato e sopratutto in presenza di ripetute smentite, da ultimo francesi, alle cose che sostiene .

  9. L’ODIO E L’IGNORANZA SPESSO PORTANO A TRAVISARE LA REALTÀ E ALIMENTARE I PREGIUDIZI.
    Alcune precisazioni
    I dati dell’istituto superiore di sanità non evidenziano nessuna epidemia di meningite dal 1004 ad oggi.
    Ci sono differenze significative nella distribuzione locale delle cause di meningite batterica. Per esempio, mentre la Meningococco di gruppo B e C colpiscono prevalentemente in Europa, il gruppo A si trova in Asia e in Africa
    In toscana (e nel resto d’Italia) le recenti (come pure quelle meno recenti) meningiti batteriche segnalate sono state causate da ceppi di tipo C e B, cioè endemici in Europa. Nessun caso segnalato in Italia di meningite da ceppo A negli ultimi due anni.
    (Vaccino coniugato contro meningococco C- Il Ministero della Salute raccomanda la somministrazione del vaccino contro meningococco C a tutti i nuovi nati tra il 13° e il 15° mese di vita. Questo vaccino è indicato, inoltre, per tutti gli adolescenti non precedentemente vaccinati.
    Vaccino coniugato tetravalente (A, C, W135, Y)- Questo vaccino è indicato per soggetti che potrebbero essere esposti ai sierotipi A, C, W135 e Y, per esempio per un viaggio in una zona nella quale circola l’infezione.)
    Nell’articolo si dice erroneamente che il ceppo B e frequentissimo nella “cintura sub-saariana” ma in quella zona il ceppo diffuso è quello A, se così non fosse perché la vaccinazione tetravalente consigliata per viaggi in Africa non contiene il ceppo B ma quello A? Perché ai viaggiatori non viene consigliato il vaccino per il ceppo B? Semplice perché il ceppo B è endemico in Europa non in Africa ed è per questo che da alcuni anni si propone in alcune nazioni occidentali, tra cui l’Italia, la vaccinazione anti-B.

  10. Alcune precisazioni importanti per quanto riguarda l’importanza delle vaccinazioni che il farmacista si è dimenticato di dire.
    La meningite è solitamente causata da un’infezione: la maggior parte delle infezioni sono dovute a virus, ma sono cause comuni anche i batteri, i funghi e i protozoi; può anche derivare da varie cause non infettive neoplastica, autoimmune o iatrogena (da farmaci).
    I batteri che causano meningite sono diversi e di solito colpiscono fasce di età diverse per esempio;
    1) Nei neonati prematuri e in quelli fino a tre mesi di età, i più comuni sono gli streptococchi di gruppo B (sottotipi III che normalmente si trovano nella vagina e sono principalmente riscontrabili durante la prima settimana di vita) e quelli che più frequentemente si trovano nel tratto digestivo, come l’Escherichia coli e lo Streptococcus agalactiae.
    2) I bambini più grandi sono più comunemente colpiti da Neisseria eningitidis (meningococco), Streptococcus pneumoniae (pneumococco, sierotipi 6, 9, 14, 18 e 23) e quelli sotto i cinque anni da Haemophilus influenzae di tipo B.
    3) Negli adulti, la Meningococco e lo Streptococcus pneumoniae insieme provocano l’80% dei casi di meningite batterica. Ci sono differenze significative nella distribuzione locale delle cause di meningite batterica. Per esempio, mentre la Meningococco di gruppo B e C (quelle che hanno recentemente colpito la toscana) colpisce prevalentemente in Europa, il gruppo A si trova in Asia e in Africa
    La vaccinazione funziona, non ha debellato la malattia, ma dal 1980, molti paesi hanno incluso vaccinazione contro l’Haemophilus influenzae di tipo B nei loro schemi di vaccinazione infantile di routine e questo ha praticamente eliminato in tali paesi questo patogeno come causa di meningite nei bambini.
    Per il meningococco esistono vaccini contro i sierotipi A, B (solo dal 2014), C, W135 e Y. Nei paesi in cui è stato introdotto il vaccino contro il meningococco di gruppo C, i casi provocati da questo patogeno sono diminuiti considerevolmente.(non ostante quanto riportato dal bugiardino presente nella confezione del farmaco…)
    La vaccinazione di routine contro lo Streptococcus pneumoniae con il vaccino pneumococcico coniugato (PCV), che è attivo contro sette sierotipi comuni di questo patogeno, riduce in modo significativo l’incidenza della meningite pneumococcica.
    Potete pure non vaccinare i vostri figli o i vostri cari affetti da alcune malattie croniche ma sappiate che avranno un elevato rischio di ammalarsi.

  11. Accogliete, gente, accogliete. E credete al pd che vi dice che non c`entra nulla la continua immigrazione di soggetti sani dalla “cintura della meningite” con i nuovi casi… accogliete, accogliete…

  12. Citazione, ma conviene leggere tutto l’articolo Citazione: ” The two imported cases reported in Sicily and the indigenous case detected in a migrant reception .center represent an early warning signal for Italy….moreover, because of unauthorized migration flows, many migrants are in irregular situations lacking access to health services. Thus there ia a need to ensure access to early diagnosis and tratment for disadvantaged populations ……….carriage studies, which may be extremely useful in improving the knowledge of meningococcal transmission dynamics, were not conducted…….

    Advances in Microbiology, Infectious Diseases and Public Health
    The Series will provide microbiologists, hygienists, epidemiologists and infectious diseases specialists with well-chosen contributed volumes containing updated information in the areas of basic and applied microbiology involving relevant issues for public health, including bacterial, fungal and par…
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  13. quello che, a torto o a ragione, colpisce e’ che nei casi di meningite verificatesi in centri di accoglienza in sicilia e calabria era presente la sequenza ST 11, che puo’ avere sia la capsula del serogruppo C sia del serogruppo W ..cfr.ormat: AbstractSend to
    Emerg Infect Dis. 2004 Oct;10(10):1812-5.
    Disease susceptibility to ST11 complex meningococci bearing serogroup C or W135 polysaccharide capsules, North America.
    Pollard AJ1, Ochnio J, Ho M, Callaghan M, Bigham M, Dobsong S.
    Author information
    Abstract
    Clusters of meningococcal disease caused by a hyperinvasive lineage of Neisseria meningitidis, the ST11 complex, bearing a serogroup C polysaccharide capsule, have been prominent in Europe and North America since the early 1990s. This situation has led to expensive public health measures for outbreak control and, finally, to the introduction of a serogroup C glyconjugate vaccine into the primary immunization schedule in the United Kingdom and elsewhere. ST11 complex meningococci may also express serogroup W135 polysaccharide capsules. We investigated the level of population immunity to this hyperinvasive clone in association with the appearance of outbreaks of meningococcal disease in southern British Columbia. We found that most adults and almost all children were apparently susceptible to infection with ST11 complex meningococci bearing both C and W135 polysaccharide capsules, which suggests that a vaccine program directed against only serogroup C meningococci may be insufficient to prevent hyperinvasive ST11 disease.

  14. Classico articolo falso e super propagandistico creato per i rimasti che ancora credono a queste cagate e che hanno bisogno di dare agio al loro senso del razzismo, sempre terrorizzati e vigliacchi.. pagherei per vedervi al loro posto nel fare la loro vita.

  15. Articolo qualunquista, scritto con i piedi da una persona ignorante in ambito medico-scientifico e arrogante. Ha perso l’occasione per usare la penna per giocarci a tris o disegnare una svastica.

  16. Il ceppo C non è presente nell’ Africa Sahariana, chi ha scritto questo articolo di sicuro non è un medico, forse un geometra?

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