Yunnan_LaojunshanRoma, 9 set – Le nostre montagne non sono più incontaminate come credevamo. Colpa… dell’abbigliamento. Secondo il rapporto Greenpeace “Impronte nella neve”, tra le vette innevate si troverebbero tracce consistenti di sostanze chimiche pericolose e persistenti usate anche nella produzione di abbigliamento outdoor. Sì, proprio quei capi reclamizzati con ampio sfoggio di riferimenti alla natura selvaggia. Molti di questi capi sono infatti composti di PFC (polifluorati e perflorurati), composti chimici che possono causare danni al sistema riproduttivo e ormonale, favorire la crescita di cellule tumorali e sono sospetti agenti mutageni. Gli attivisti di Greenpeace hanno trovato tracce di sostanze chimiche inquinanti nel lago di Pilato, sui Monti Sibillini, tra Umbria e Marche, ma anche negli Alti Tatra, in Slovacchia, e sulle Alpi, nel parco nazionale svizzero. Quantità più ridotte nella Patagonia cilena, in Cina, in Russia, in Turchia e nei Paesi scandinavi.

Giorgio Nigra

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2 Commenti

  1. greenpeace? hanno le bacche nel cervello, vedono inquinatori anche dove non ci sono ! l’unica cosa che inquina la montagna sono le comitive di escursionisti improvvisati che lasciano sempre un porcile quando passano!

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