foibeRoma, 13 feb – L’Italia è una Nazione dalla memoria corta, questo lo sappiamo. Come sappiamo anche che la storia si fa a senso unico. Vae victis, come diceva qualcuno. E purtroppo oggi questo motto resta più che mai attuale. Basta guardre alle cronache, nazionali e locali, di quanto è successo in occasione della giornata del Ricordo.

A Barletta uno dei consiglieri in quota SEL abbandona la sala durante la commemorazione dell’esodo degli istriano-dalmati.

A Torino l’ANPI programma un “presidio antifascista” contro la fiaccolata organizzata d CasaPound nel quartiere degli esuli, e sulla pagina facebook provinciale dell’associazione compare la foto di Pertini insieme a Tito, oltre a messaggi che ricordano la “fratellanza antifascista con il popolo jugoslavo” e di onorare “i dieci partigiani slavi sepolti a Torino al cimitero monumentale”.

Il consigliere di circoscrizione Leonardo Cribio di Milano, Zona 9, eletto in quota Rifondazione,il 10 febbraio si lascia andare a commenti inqualificabili come “nelle foibe c’è ancora posto”, “il compagno Tito vive e lotta con noi”, fino a rivolgersi “A tutti quelli che piangono per qualche infame finito nelle foibe. Un parente legato a mio nonno(partigiano e di famiglia socialista/comunista) fu fucilato in quanto fascista. Sai che vi dico? Cazzi suoi, giusto così. Peccato non l’abbiano ammazzato prima il maiale.”

Ancora a Milano il presidente della Zona 3, Renato Sacristani, ancora di Rifondazione Comunista, diserta la commemorazione del dramma delle Foibe. Non solo, fa intervenire una “storica” di parte, tale Claudia Cernigoi, che informa tranquillamente che “quanto al giorno del ricordo, è una ricorrenza voluta da una lobby trasversale che vuole negare i crimini fascisti”. Un po’ come se per parlare al giorno della memoria si invitasse David Irving.

A Volpiano, in provincia di Torino, il consigliere Antonio Albano, rincarando la dose, ha definito le foibe “un’invenzione fascista”.

Ma al primo posto c’è il cantautore romano Venditti che, nel corso di uno spettacolo al teatro Politeama di Trieste si è lasciato andare a dichiarazioni che definire di dubbio gusto è riduttivo: “Lasciamo stare le Foibe, che sarete stufi di sentirle nominare. Sono cresciuto a Roma nel quartiere Trieste, quartiere fascista. C’è qualche fascista in sala? Speriamo di no.” Frasi davvero offensive anche considerato la città in cui sono state pronunciate, che ben si ricorda cosa vuol dire il giogo slavo.

A Roma sono apparse scritte del tenore “ I love foiba”, per tacere di quelle che si riferiscono a Cristicchi, con tanto di falce e martello (il cui spettacolo, tanto per amor di precisione, nonostante sia stato mandato in seconda serata da mamma Rai, ha registrato share altissimi).

C’è da inorridire, ma non da stupirsi: tutto sommato parliamo di coloro che si proclamano eredi di quei militanti del PCI che si radunavano nei porti adriatici per accogliere gli esuli con ortaggi e sputi. Ne sono i degni eredi.

Valentino Tocci

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